Nomine e trasferimenti nella diocesi reggiana, don Evandro via da Brescello dopo otto anni

Il parroco, celebre per aver riportato il Cristo parlante in strada ma anche per la frase “Brescello non è mafiosa”, sarà collaboratore a Cavriago

REGGIO EMILIA. Si cambia. Talvolta in modo radicale, talvolta meno. Il vescovo della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, ha comunicato ieri le nomine e i trasferimenti per quanto riguarda parroci, collaboratori, amministratori e vicari. Un giro di giostra – o di tonaca – che tocca diverse comunità cattoliche reggiane, da Puianello a Vetto e Scandiano. Ma fra i nomi quello che salta agli occhi è senza dubbio quello di don Evandro Gherardi che, dopo otto anni passati come parroco di Brescello, Boretto e Lentigione (l’unità pastorale “Beato Artemide Zatti”).

“Retrocessione”. Un saluto che assomiglia a una sorta di retrocessione (chiesta o ricevuta, non è dato saperlo). Gherardi da parroco diventerà collaboratore dell’unità pastorale “San Giovanni Battista”, comprendente le parrocchie di San Terenziano e San Nicolò a Cavriago. Un territorio ben lontano dai riflettori brescellesi che avevano portato spesso don Evandro a diventare ospite in televisione o protagonista delle cronache di paese.


Nato il primo luglio 1955 a Cavriago, dopo aver vissuto a Bibbiano è stato ordinato sacerdote all’età di quasi 42 anni, dopo essere stato impiegato di banca e a Telereggio. Fino all’ottobre 2006 ha retto la parrocchia di Fosdondo per poi passare alla parrocchia di Gesù Buon Pastore, dell’unità pastorale San Pellegrino, a Reggio città diventando il principale fautore del sito internet della parrocchia. A giugno infine 2012 l’assegnazione alla parrocchia di Brescello, dove si è insediato il 15 settembre al posto di don Giuliano Davoli.

Processioni e mafia. Come parroco del paese di Peppone e don Camillo, Gherardi si è fatto subito notare. Nel 2013 ha il merito di far uscire il “Cristo parlante” dalla chiesa per la prima volta dal 1951, anno in cui quello stesso crocifisso fu protagonista della processione solitaria di don Camillo nel primo film della serie, quello girato da Duvivier.

Fu sempre quella stessa processione sulle acque del Po, ripetuta nel 2014, che lo rese noto per ben altri motivi: la frase «Brescello non è mafiosa» ripetuta tre volte dal pulpito e accolta con un fragoroso applauso di tutte le persone presenti in chiesa. Un riferimento alla ’ndrangheta e al processo Aemilia che in quegli anni stava sconvolgendo la vita del paese, ribadita pochi giorni dopo dal parroco sul giornale pastorale di Brescello e ancora, quattro anni più tardi, in un’intervista al quotidiano La Stampa: «I miei superiori mi hanno chiesto di tacere. Ma non ho cambiato opinione. Le mie parole sono sempre valide. E sono quelle pronunciate dal pulpito».

Ora che il pulpito di don Evandro è diventato quello di Cavriago, al suo posto subentrerà don Giancarlo Minotta che, da vicario parrocchiale dell’unità pastorale “Beata Vergine dell’Olmo” di Montecchio si dovrà occupare di Brescello, Boretto e Lentigione in qualità di parroco.

I nuovi parroci.  Ma le nomine del vescovo non hanno riguardato solo Gherardi e Minotta. Don Massimiliano Giovannini da vicario parrocchiale diventerà parroco dell’unità pastorale “Puianello-Vezzano” comprendente le parrocchie di Santa Maria Assunta a Puianello, San Martino a Vezzano, Cuore Immacolato di Maria a La Vecchia, Sant’Eufemia a Pecorile, San Michele a Paderna e San Lorenzo a Montalto.

Appena ritornato dalla Polonia, don Bogumil Krankowski sarà parroco dell’unità pastorale “Vetto d’Enza” comprendente le parrocchie di San Lorenzo a Vetto, Santi Quirico e Giulitta a Cola, San Giorgio a Crovara, Santi Pietro e Paolo a Gottano e San Rocco a Piagnolo.

Arriva da Sassuolo, dov’era parroco nel centro del paese, don Giovanni Rossi che acquisirà l’incarico di parroco dell’unità pastorale “Madonna di Campiano” comprendente le parrocchie di Santa Maria Assunta a Castellarano, San Donnino a Roteglia, Santissimo Nome di Maria aTressano, Santi Eleucadio e Valentino a San Valentino e San Nicolò a Montebabbio. A prendere il posto di don Rossi saranno due parroci, don Patrick Valena direttamente dalla segreteria del Vescovo e don Carlo Menozzi, in precedenza vicario parrocchiale. A loro Camisasca ha affidato l’unità pastorale “Sassuolo Centro” e “Sassuolo Nord”.

Ultima nomina fra i parroci è infine quella di don Lorenzo Zamboni, fino ad ora vicario parrocchiale nell’unità pastorale “Santi Antonio, Luigi e Anselmo”. È lui il nuovo parroco delle parrocchie di Santa Maria Assunta a Villa Sesso, San Prospero a San Prospero Strinati, San Silvestro a Mancasale e San Giovanni Bosco in città.

Vicari e collaboratori pastorali. Diversi anche gli spostamenti e le nomine fra i vicari e i collaboratori pastorali. Don Alessandro Zaniboni diventerà vicario per l’unità pastorale “Santa Teresa di Calcutta” comprendente le parrocchie di Pieve, San Pio X, Cavazzoli e Roncocesi, dopo aver prestato servizio come diacono negli stesse chiese. Tre sacerdoti della Fraternità San Carlo Borromeo saranno invece nuovi vicari nelle unità pastorali “Sassuolo Centro e Nord”: don Andrea Aversa, don Alessandro Camilli e don Francesco Facchini. Don Ermenegildo (Gigi) Milani e don Fortunato Monelli, entrambi parroci dell’unità pastorale “Sant’Oscar Romero” a Reggio, lasciano invece l’incarico per diventare rispettivamente collaboratori dell’unità pastorale di “Santa Maria in castello”e di “Pieve di Scandiano”.