È morto Paride Ferrari: «Alpino fino al midollo e con un grande cuore»

Paride Ferrari, morto a 87 anni

Toano, se ne è andato all’età di 87 anni. Domenica 13 settembre alle 15,45 i funerali. Nella sua vita impegnato nella Protezione civile e alla Cri

TOANO. Se ne è andato ieri mattina, all’età di 87 anni, Paride Ferrari, molto conosciuto a Toano soprattutto per essere – come lui stesso amava dire – «un alpino fino al midollo». Ma Ferrari è stato più di questo: è stato una persona che ha dedicato molta della sua vita agli altri. Si è sempre adoperato per aiutare la sua famiglia, soprattutto quando, dopo la morte della sorella e del cognato avvenute nello stesso anno, il 1971, si è preso cura dei 10 figli della coppia, cercando così di aiutare tutta la sua grande famiglia, i nipoti, pronipoti. «Ci ha sempre aiutati, si è occupato di noi quando abbiamo perso la mamma e il papà e poi per tutta la vita. Gli dobbiamo davvero tanto» ricorda Silvio Scalabrini, ex presidente della Banca di Cavola e Sassuolo, nipote di Paride.

Come alpino, aveva prestato servizio nei primi anni dopo la guerra, ma era anche stato richiamato qualche anno dopo, per prendere parte al contingente italiano che partecipò alle operazioni per la crisi del canale di Suez, nel 1956. Da Cavola furono richiamati in tre, oltre a Ferrari anche Elio Lugari e suo fratello Pompilio. La crisi di Suez fece seguito all’occupazione militare del canale di Suez da parte di Francia, Regno Unito e Israele, a cui si oppose l’Egitto, e si risolse quando l’Unione Sovietica minacciò di intervenire al fianco dell’Egitto e gli Stati Uniti. Britannici, francesi e israeliani, temendo l’allargamento del conflitto, si decisero al ritiro. I militari italiani seguirono la fase di normalizzazione dopo la fase attiva del conflitto.


Per tutta la vita Paride Ferrari ha poi partecipato attivamente alla Pro loco di Cavola come vicepresidente contribuendo con il suo impegno e la sua creatività e far crescere il paese in cui viveva al fianco di amici come Loris Ceccati, Elio Lugari il nipote Silvio Scalabrini. In tutte le attività che si facevano in paese, lui c’era sempre: aveva un cuore grande e un sorriso per tutti.

Era stato il fondatore del gruppo Alpini di Cavola dal 1962, attivo come capogruppo degli Alpini Sezione Cavola per 32 anni, dal 1980 al 2012, dopo aver festeggiato i 50 anni di costruzione del gruppo. Poi è stato attivo nella Protezione civile per tantissimi anni, volontario della Croce Rossa per 20 anni. Con il gruppo degli alpini aveva contribuito alla costruzione di un asilo a Russosch, in Russia nel 1993, nel 1986 aveva organizzato a Cavola il 30esimo anniversario della sezione provinciale Alpini di Reggio Emilia, così come organizzò le edizioni del 1992 e 1996. Lascia i nipoti Graziella, Silvio, Santina, Maria, Osnella, Ermanno, Giulietta, Enrica, Massimo ed Elisabetta, i pronipoti e altri parenti.

I funerali si terranno domenica 13 settembre, partendo alle 15.45 dall’abitazione a Cavola in via Corbella 4, per giungere al Cavola Forum, dove alle 16 sarà celebrata la messa, poi la partenza per il cimitero.