Lupi predano due pecore nel recinto «Qui al massimo c’erano le volpi...»

Attacco in una azienda agricola di via Prampolini. Il titolare: «Ora devo pensare a come proteggere le altre rimaste»

cadelbosco sopra

Un assalto dei lupi nel cuore della pianura, non lontano dall’abitazione dei padroni di casa – i titolari di un’azienda agricola – e a farne le spese sono state una pecora e un agnello.


«Qui al massimo c’erano le volpi, ma di lupi mai. Ora devo pensare a proteggere le altre». Così Mauro Cabassi, titolare dell’azienda agricola che produce frutta e verdura a Cadelbosco Sopra nella tenuta di via Camillo Prampolini racconta quanto avvenuto nella notte tra venerdì e ieri.

«Non abbiamo sentito niente – racconta – Nemmeno il nostro cane, che teniamo in casa, ha abbaiato. Ero convinto che sarebbe stato lui ad avvertirci nel caso fosse successo». Già, perchè ormai la presenza dei lupi in pianura è fatto risaputo. E i gli attacchi degli ultimi giorni, in aziende agricole della zona della Val d’Enza dove sono stati uccise giovani vitelle, hanno fatto alzare l’attenzione un po’ ovunque in pianura. «Ma anche qui a Cadelbosco, nella zona del Crostolo, nei giorni scorsi ho sentito dire che altre capre sono state predate» rivela.

Ad accorgersi della predazione ieri mattina è stato lo stesso titolare, quando si è alzato di buon’ora per provvedere ai suoi animali. «Ho notato che le altre pecore, tre quelle rimaste, erano in piedi nel recinto, spaventate. Ma subito non ci ho badato – racconta – Poi ho visto la carcassa della femmina, le hanno mangiato le interiora e una coscia. Fuori dal recinto, trascinato per 30 metri c’era il maschio, un esemplare razza Suffolk di 30 mesi, a sua volta sventrato».

Di fronte alla scena, i dubbi su quanto accaduto sono pochi. Ma dall’azienda hanno comunque provveduto ad allertare il Servizio Veterinario dell’Ausl, per gli accertamenti del caso. «Che hanno confermato che si tratta dell’attacco di lupi» racconta ancora Cabassi. Che ora provvederà alle carcasse.

Ora, bisogna fare i conti con questa nuova evidenza: che i lupi ci sono anche in pianura, come ampiamente documentato dagli esperti e che quindi anche gli allevamenti della Bassa, non più solo quelli della montagna, devono fare i conto con il predatore.

«Immaginavo di realizzare una fattori didattica, per questo avevamo preso queste cinque pecore – rivela Cabassi – Ma al di là della mia perdita, bisogna pensare al fatto che i lupi sono qui e noi non siamo attrezzati. Avevamo fatto questa casetta di legno con la tettoia e la mangiatoia per loro. Non ho modo di chiuderla, ho un recinto normalissimo pensato affinché le pecore non riescano a saltarlo e a uscire». Mentre il lupo ha scavato, riuscendo a realizzare un buco nella rete e ad avventarsi di conseguenza sulle pecore, a quel punto rimaste senza alcuna difesa.

«Ora non so dove metterle. Qui, non era prevista una stalla. Ho avuto le volpi ma mai il lupo – confida infine – Mi trovo da questa notte a dover difendere le altre». —

Elisa Pederzoli

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