Reggio Emilia, ecco dove traslocano le 49 classi. La Banca d'Italia trasformata in scuola

Lezioni ospitate da centri sociali, parrocchie, luoghi della cultura e dello sport. Il sindaco: «Con il contributo di tutti siamo pronti a ripartire... in un modo nuovo»

REGGIO EMILIA  Una scuola diffusa che invade la città alla ricerca di spazi ma anche di futuro. Lunedì 14 settembre, a Reggio Emilia, 13.450 alunni di scuole elementari e medie torneranno dietro i banchi. Di questi, 1.225 sentiranno suonare la campanella in un posto... nuovo. Per rispettare la normativa e i protocolli anti-Covid, infatti, è stato necessario ricavare aule al di fuori delle sedi scolastiche.

Per 49 classi inizierà una vera e propria avventura: c’è chi andrà al Palazzo dei Musei, chi alla Banca d’Italia, chi ai Chiostri di San Pietro. Qualche classe sarà ospitata da un agriturismo, altre dai centri sociali o dalle parrocchie. Sono diciannove gli spazi trovati – i sopralluoghi sono iniziati in maggio – e riadattati. Diciannove spazi che dimostrano la potenza del “Patto educativo di comunità” firmato da Comune, dirigenti scolastici, Ausl e tutti i soggetti ospitanti. «Perché – come dichiarato da Maurizio Rocca, dirigente della Banca d’Italia dove è stata presentata la ripartenza della scuola reggiana – l’unico modo per riformare la nostra società e uscire dalla crisi è investire nell’istruzione».

LE NUOVE SEDI La città intera ha collaborato con il Comune per trovare nuovi spazi per la scuola: enti e organizzazioni del territorio, tra cui la Banca d’Italia e Fondazione Manodori, diverse parrocchie della Diocesi, centri sociali, associazioni sportive e socio-culturali e un agriturismo.

  • Palazzo dei Museiche ospiterà 3 classi per circa 75 alunni, della scuola primaria Zibordi e della secondaria Manzoni;
  • Chiostri di San Pietro/edificio del Collaboratorio con 2 classi della secondaria Leonardo da Vinci per una cinquantina di studenti;
  • Biblioteca delle Articon 2 classi della secondaria Manzoni, circa 50 studenti;
  • Polo creativo S.D. Factory con 2 classi della primaria Leopardi;
  • Palazzo da Mosto, che ospiterà 6 classi della secondaria Aosta (circa 150 alunni);
  • Banca d’Italia, 5 classi di cui 3 della primaria Canossa (75 scolari) e 2 della secondaria Leonardo da Vinci (50 studenti);
  • Vecchia scuola primaria di Bagno, che ospiterà 2 classi della secondaria di Bagno;
  • Scuola secondaria Dalla Chiesa, che accoglierà 5 classi della primaria San Giovanni Bosco;
  • Centro Obiettivo Danza, con 2 classi della secondaria Einstein;
  • La Centrale polisportiva Foscato, con 3 classi della primaria Dante Alighieri (66 scolari);
  • Centro sociale Orti Montenero, con una classe della primaria Collodi;
  • Centro sociale Rosta Nuova, con una classe della secondaria Pertini 1;
  • Agriturismo "La casa del gufo" ospiterà una classe della primaria di Ghiarda;
  • Parrocchia di San Michele Arcangelo a Pieve Modolena: 3 classi della primaria Verdi con 69 scolari;
  • Parrocchia di Regina Pacis: 4 classi della primaria Bartali (100 scolari);
  • Teatro parrocchiale di Sant’Agostino: una classe della primaria Sant’Agostino;
  • Parrocchia di Sant’Anselmo: 2 classi della primaria Martin Luther King (collocazione temporanea per circa un mese);
  • Oratorio Don Bosco con 2 classi della primaria Agosti;
  • Oratorio Sacro Cuore con 2 classi della primaria Calvino.



OLTRE IL DECRETO  «Le nuove sistemazioni – assicurano il sindaco Luca Vecchi e l’assessore all’istruzione Raffaella Curioni – consentono agli alunni di mantenere un distanziamento in classe di 2,4 metri di media. Molto di più del metro previsto dalla normativa».

Ma la normativa è “superata” anche in altri aspetti. «Noi siamo la città dei “Cento linguaggi” di Loris Malaguzzi – le parole del sindaco – crediamo nella cultura della diversità, vogliamo una scuola plurale e democratica, non potevamo limitarci a un’operazione logistica o manutentiva. Con il contributo di tutti siamo riusciti a pensare a una scuola nuova, che potrebbe continuare anche al termine dell’emergenza sanitaria. È la scuola che si fa città». E viceversa. «Gli spazi trovati – conferma l’assessore Curioni – diventeranno stimolo per la didattica. Il percorso per arrivare fin qui è stato lungo, ma siamo orgogliosi di questa proposta».



INTERVENTI E RISORSE  Rendere idonei i vecchi e nuovi locali non è stato semplice. Per farlo, l’amministrazione comunale ha messo a disposizione un milione e 600mila euro. Di questi, 500mila euro sono stati destinati all’edilizia scolastica, centomila a quella “leggera”, 60mila euro agli interventi realizzati direttamente dagli istituti, 400mila euro a spese di affitto, traslochi e pulizie. Inoltre 400mila euro sono stati usati per potenziare la connettività scolastica (in modo che ogni scuola sia pronta a fronteggiare periodi di didattica a distanza, qualora fossero necessari) e circa 200mila euro per acquistare nuovi arredi. Sono stati per esempio comprati 600 banchi monoposto. Inoltre in due scuole (la Galilei e la Marco Polo) architettura e pedagogia dialogheranno nel progetto “Nuovi paesaggi di apprendimento”, realizzato da Officine Educative e Reggio Children.

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SERVIZI  Oltre all’attività nelle palestre, garantita in tutte le scuole, nelle 17 scuole a tempo pieno è confermato il pranzo (il servizio inizierà il 23 settembre): quattro continueranno a usare le sale da pranzo, mentre nelle altre 13 il cibo verrà distribuito aula per aula con i carrelli. «Abbiamo scartato l’idea del vassoio monoporzione – commenta l’assessore Curioni – privilegiando l’autonomia dei bambini e ragazzi. A turno, ogni scolaro si recherà al carrello e riceverà il cibo su un vassoio, poi tornerà al suo posto e lo consumerà lì». I vassoi, i piatti e le posate saranno usa e getta, ma non di plastica, grazie a un investimento di 53mila euro da parte del Comune.

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Anche il pre e il post scuola ricominceranno, ma il 12 ottobre. I bambini – che saranno di classi diverse – staranno in locali facilmente areabili e sanificabili. Per tutto il tempo (45 minuti prima dell’inizio dell’attività scolastica e 30 minuti dopo il termine delle lezioni) dovranno indossare le mascherine. Dal 14 settembre, poi, saranno operativi in tutte le scuole educatori e insegnanti per bambini e ragazzi con diritti speciali. Per la prima volta il Comune ha assegnato a ciascuna scuola un monteore garantito a prescindere dai periodi di assenza dei bambini, dando così la possibilità di instaurare rapporti stabili tra docenti per una proposta didattica di sempre maggiore qualità. —