Reggiane, nel 2019 tra lavori e consulenze Stu ha assegnato contratti per 9 milioni

Oltre 4 milioni a Sicrea e Unirecuperi. Altri 20.000 per il taglio del nastro del capannone 18, di cui 6.500 euro per i fuochi

REGGIO EMILIA. Dai 4 milioni di euro alle ex cooperative Sicrea e Unirecuperi per iniziare il rifacimento del capannone 17, ai 30mila euro alla Papa Giovanni per fare mediazione culturale con i senzatetto confinati da un alto muro, fino ai 20 mila euro per l’inaugurazione in pompa magna tra fuochi d’artificio e buffet del capannone 18. È descritta un po’ tutta Reggio Emilia nella vasta geografia dei contratti e delle consulenze assegnate nel 2019 da Stu Reggiane.

Un elenco ben nutrito che comprende 87 beneficiari, buona parte scelti con affidamento diretto - grandi opere escluse, assegnate con procedura aperta - soprattutto quando si tratta dei rivoli di spesa che colano dal più grande risiko immobiliare a trazione pubblica operativo oggigiorno su Reggio Emilia. In totale il conto raggiunge i 9 milioni nel 2019, per un’operazione di riqualificazione che nel complesso varrà una spesa di 50 milioni di euro circa una volta rivalutata l’intera zona. Progetto affidato alla Stu, società di trasformazione, al 70% di proprietà del Comune e al 30% di Iren, gestita dall’amministratore unico Luca Torri che ogni anno deve decidere a chi assegnare lavori e soprattutto le consulenze.

I lavori di edilizia assorbono la parte più consistente della spesa 2019, anno che ha segnato l’affidamento dei lavori per il capannone 17, il cui primo stralcio è andato a Sicrea, società edile di matrice cooperativa finita nel frattempo in liquidazione nonostante l’appaltone assegnato da Stu. Con Sicrea c’è Unirecuperi, società salvatasi dal crac dell’altra cooperativa “rossa” Unieco, perché parte di Unieco Ambiente, comprata pochi mesi fa per 90 milioni di euro proprio da Iren, che ha così acquistato le preziose discariche di Unieco e i relativi appalti.

Sempre nel pacchetto del capannone 17 ci sono poi 128mila euro assegnati all’architetto Andrea Oliva che insieme ad altri professionisti si è occupato della progettazione. Un altro milione e mezzo di euro è andato nel 2019 alla Nial Nizzoli, azienda reggiana grande protagonista dei lavori alle ex Reggiane, mentre 2 milioni sono andati alla Iembo Michele srl, che insieme alla Alutecno si sta occupando della riapertura di viale Ramazzini, che dovrebbe diventare il grande boulevard che taglia in due l’area delle Reggiane.

La società che si occupa della riqualificazione dell’ex sito industriale alle porte di Reggio ha inserito nella lista anche una spesa di circa 20mila euro per la sola inaugurazione del capannone 18 del 30 marzo 2019, con taglio del nastro avvenuto alla presenza di sindaco, amministrazione comunale, della nuova e passata politica locale, così come dei vertici di Iren e degli industriali, davanti anche all’allora presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Una giornata costata 2.200 euro per il noleggio dei sistemi audio, 2.300 per il video (Indaco), 3mila per il buffet (Pause Ateliier), 2mila per l’intrattenimento (Mamimò) e 6.500 per i fuochi d’artificio (Pyroitaly) che non hanno fatto certo rimpiangere quelli di Festareggio, come dissero i più.

Tolto il grosso dei lavori edili e dei servizi connessi – bonifiche, segnaletica, imprevisti e via dicendo – c’è la lista degli affidamenti diretti di minore importo. Ad esempio i 15mila euro all’architetto Italo Rota per uno studio sull’innovazione italiana e in particolare del passaggio meccatronica alla robotica. Ci sono poi i servizi di comunicazione, come i 1.600 euro per la produzione di 4 servizi a pagamento (Reggio Sera), la pubblicità per mille euro alla concessionaria Manzoni o 3.400 euro per il sito a Red Company.