Il Monte Pezzola fino al Bianello entra nell’area protetta delle colline

Uno dei percorsi dell'area entrata nella zona protetta della collina

San Polo, l’ok è arrivato dalla Regione. La soddisfazione del Comune: «Da noi territori di grande bellezza»

SAN POLO. Il Comune di San Polo ottiene dalla Regione l’approvazione all’allargamento dell’area protetta e il conseguente inserimento di una vasta porzione del territorio comunale all’interno del “Paesaggio naturale e semi-naturale protetto Collina reggiana – Terre di Matilde”.

«Non occorre prendere un volo intercontinentale per incrociare paesaggi incontaminati, dove la presenza dell’uomo si fonde armonicamente con la natura. A volte questi posti sono sotto i nostri occhi ed occorre che qualcuno dall’esterno ce li faccia notare – spiegano in Comune – Siamo da sempre convinti che la bellezza dei territori da cui siamo circondati meriti di essere salvaguardata e valorizzata e siamo davvero soddisfatti di aver ottenuto dalla Regione l’inserimento di una importante porzione del nostro territorio comunale all’interno del Paesaggio naturale e semi-naturale protetto Collina reggiana – Terre di Matilde».


Prima, la porzione sampolese inserita all’interno del paesaggio protetto era davvero irrisoria e comprendeva solo una piccola parte del versante collinare che affacciava sui castelli canossani, ora si è notevolmente allargata e comprende tutta l’area del monte Pezzola fino alla confinante Oasi Lipu del castello di Bianello, area ben conosciuta da camminatori ed escursionisti in quanto già dotata di una fitta rete di sentieri Cai, la dorsale del monte Sgiura-Rivaronica-Grassano percorsa dalla povinciale 73 con visuali paesaggistiche di notevole interesse e il pittoresco borgo di Cadorio.

«Il Paesaggio protetto – proseguono in Comune – è un’importante porzione di territorio della collina reggiana con ben 29.778 ettari che comprende il crinale appenninico Tosco-Emiliano, la pedecollina Reggiana che interessa i bacini idrografici del fiume Enza e in parte del Secchia nei territori dei comuni di San Polo, Canossa, Casina, Vezzano, Viano, Albinea, Baiso, Carpineti, Scandiano, Vetto e Castelnovo Monti».

I Paesaggi naturali protetti sono aree con alti valori paesaggistici diffusi caratterizzati da un’equilibrata relazione tra elementi naturali e attività umane. La loro gestione rientra nell’ambito dell’Ente Parchi dell’Emilia Centrale che attraverso il programma triennale di tutela e valorizzazione, da poco presentato, si pone l’obiettivo della tutela naturalistica, paesaggistica, storica e la valorizzazione economica sostenibile del territorio protetto.

«Il territorio in questione – concludono dall’amministrazione comunale – è scolpito dalle dinamiche fluviali dei torrenti Tresinaro, Crostolo e Tassobbio e sono molte le geodiversità presenti: dalle ofioliti della zona di Rossena e Campotrera, alle Salse di Regnano; dalla rupe arenacea di Canossa, alle suggestive morfologie calanchive che la circondano; dalle morfologie carsiche dei gessi messiniani, agli strati verticalizzati di Flysch di Monte Duro. Dal punto di vista agricolo l’area è caratterizzata da un’ampia diversità di ambienti: dalla natura boschiva delle zone più impervie e abbandonate dall’attività agricola, alla coltivazione a foraggio per la produzione del parmigiano reggiano, dalle boscaglie di pino silvestre, ai castagneti, da una fitta rete di castelli, pievi, borghi, oratori, antiche strade e torri che nel loro insieme costituiscono la storico della collina reggiana».