Contenuto riservato agli abbonati

Festini con minori, ma fustigava Bibbiano

Luca Cavazza, candidato con la lista Borgonzoni, ora è ai domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile e spaccio

REGGIO EMILIA. «Giù le mani dai bambini» scriveva il bolognese 27enne Luca Cavazza su Facebook: si esprimeva così con foga da candidato regionale nella lista Borgonzoni – lo scorso 23 gennaio – in occasione della manifestazione leghista a Bibbiano.

Parole che ora fanno letteralmente a pugni con l’arresto-shock del 27enne, finito nella “rete” dell'inchiesta dei carabinieri su un giro di droga e prostituzione (anche minorile), con otto persone indagate (fra cui un imprenditore edile, un avvocato e un ristoratore). Agente immobiliare, ultrà molto conosciuto della Virtus, una delle due anime del basket felsineo, nel gruppo Vecchio Stile, Cavazza è adesso agli arresti domiciliari. L'accusa nei suoi confronti è di induzione alla prostituzione di minore e spaccio "lieve". Dopo aver militato in Forza Italia, il divorzio per passare nelle file della Lega anche se, come specifica Andrea Ostellari, senatore e coordinatore della Lega in Emilia, non risulta ufficialmente iscritto al partito: «Dopo appurate verifiche – rimarca il senatore – Luca Cavazza non risulta essere iscritto alla Lega. Se colpevole, auspichiamo una pena esemplare».


Festini a base di sesso e cocaina con giovani donne, tra le quali anche una minorenne, che in cambio della droga, o di qualche centinaia di euro, si concedevano a degli insospettabili: Villa Inferno, così era stata ribattezzata, dagli stessi protagonisti, la villa in provincia di Bologna dove si svolgevano alcuni dei festini. Le indagini sono partite lo scorso febbraio dalla denuncia della madre della minore coinvolta, preoccupata perché la figlia 17enne non tornava a casa da un paio di giorni e nel cellulare nascondeva immagini esplicite di come vendeva il proprio corpo. L'unico ad andare in carcere è Davide Bacci, 49 anni, imprenditore edile bolognese cui è riconducibile la villa.

«A casa sua – racconta la minore sentita dagli investigatori – ho appreso che spesso si svolgono incontri per consumare cocaina e fare sesso tanto da essere conosciuta come Villa Inferno. Così mi aveva detto proprio Luca Cavazza quando mi aveva convinto a seguirlo». Il gip Letizio Magliaro scrive nell’ordinanza: «Cavazza aveva il compito, e lo svolgeva continuamente, di individuare giovani donne da avviare alla prostituzione, ovvero da condurre nei luoghi ove tale attività di prostituzione si consumava, in cambio di cocaina. Tale attività veniva compiuta con modalità quasi professionale».

«Arrivati a casa di Bacci, io avevo già appreso da Cavazza che ci saremo fatti una fattanza – spiega ancora la 17enne nei verbali agli atti – cioè Bacci ci avrebbe dato della coca. Infatti a casa di Bacci io ho visto che c'erano una decina di persone che stavano pippando». Secondo quanto emerso dalle indagini, gli incontri non avvenivano solo a Villa Inferno, ma in un caso anche in albergo o in altre abitazioni. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA