«Febbio, vediamo se i gestori ci ripensano: ci sono già altri operatori interessati»

Il sindaco Sassi: «Stagione turistica di grandissimo successo. Contrasti con gli Usi Civici? Si poteva provare a ricomporre»

VILLA MINOZZO. Ci sarà un incontro nei primi giorni di questa settimana tra il Comune, gli Usi Civici (proprietari degli impianti di risalita e dei rifugi) e la società La Contessa, che sabato ha improvvisamente comunicato tramite un post su Facebook il proprio distacco dalla gestione degli stessi impianti e dei rifugi; gestione portata avanti negli ultimi sei anni.



Ad annunciare l’incontro è il sindaco Elio Ivo Sassi, che in merito alla stazione turistica invita a non creare allarmismi per il futuro. «Innanzitutto – dice Sassi – ringrazio la società La Contessa e il titolare Lorenzo Santi per il lavoro portato avanti in questi sei anni. La società aveva preso in mano gli impianti di Febbio dopo tre anni di fermo a seguito di un precedente fallimento e l’ha rilanciata attraverso alcuni passaggi di grande importanza, come la riattivazione della seggiovia 2000 e l’installazione dell’illuminazione notturna che ha permesso il funzionamento serale estivo della stessa, in grado di richiamare in questi ultimi anni migliaia di persone.

Spiace sicuramente la modalità adottata dalla società per annunciare questa sua scelta: anche l’amministrazione comunale ne è venuta a conoscenza attraverso il post su Facebook pubblicato sulla pagina Infofebbio, così come non fanno certo piacere i toni utilizzati, che possono lasciar presupporre contrasti tra la società e gli enti locali. Innanzitutto voglio allontanare questa lettura: sia il Comune che l’Unione dell’Appennino hanno mantenuto contatti costanti con la società e si sono impegnati in ogni modo per sostenere e promuovere la stazione sciistica attraverso molteplici canali, portando a visitarla rappresentanti della Provincia e della Regione.

Se tra i rappresentanti della società La Contessa e i responsabili degli Usi Civici di Febbio, principali proprietari della stazione sciistica assieme al Comune, ci sono stati dei motivi di attrito, credo che non fosse di certo impossibile cercare una ricomposizione, se si fosse scelta la via del dialogo anziché un’improvvisa rottura, al termine peraltro di una stagione turistica di grandissimo successo, con le seggiovie di Febbio che hanno visto punte di migliaia di visitatori al giorno nei fine settimana».

IL FUTURO

«Un altro aspetto che tengo a sottolineare con grande chiarezza è che la situazione che si viene a creare non significa in alcun modo una chiusura della stazione: non ci troviamo di fronte a un fallimento come quello che si è verificato nel 2011. Oggi Febbio è una stazione perfettamente funzionante e che, come ho detto, esercita un forte richiamo sia per la stagione estiva che per quella invernale.

Abbiamo ottenuto una proroga di 4 anni per l’attività degli attuali impianti di risalita e abbiamo richiesto alla Regione un finanziamento da 2 milioni di euro per la riqualificazione della seggiovia “2000”, per il quale stiamo attendendo la conferma. Rimarco anche che in questi anni gli investimenti realizzati per il funzionamento e l’ammodernamento della stazione sono stati finanziati dalla stessa Regione attraverso la legge 17 per gli impianti sciistici.

Per i prossimi giorni ho convocato un incontro con gli Usi Civici e la società La Contessa per valutare anche le possibilità di un ripensamento da parte di quest’ultima, ma ad ogni modo ci sono già altri operatori che hanno manifestato interesse per rilevare la gestione. Non vediamo quindi motivi di preoccupazione per il prossimo futuro. Febbio – conclude Elio Ivo Sassi – resta un elemento centrale per il turismo di Villa Minozzo e dell’Appennino; ne sono consapevoli tanto il Comune che l’Unione, ma anche la Provincia, che in questi anni si è impegnata attraverso interventi sulla viabilità per sostenere la località, e la Regione, che è pronta a finanziare nuovi interventi sugli impianti di risalita». —

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