Ore e ore di ricerche ma alla fine deltaplano caduto a Carpineti alla fine non c’è

Il drone dei carabinieri che ha effettuato le ricerche

Soccorsi mobilitati a Carpineti da domenica sera e fino a ieri. Intervengono l’elicottero e il drone, ma l’esito è negativo

CARPINETI. Il mistero del deltaplano fantasma. Dalla serata di domenica sino alla tarda mattina di ieri la vallata del fiume Secchia all’altezza di Velluciana di Carpineti si è trasformata nell’epicentro di una serie di ricerche approfondite – con impiego di elicotteri e di droni – partite dalla segnalazione sulla possibile caduta di una “vela triangolare” in un fosso vicino al corso del Secchia, non lontano dal piccolissimo borgo di Molino Baroni. La chiamata al 118 è arrivata dopo le 19 di domenica sera, nelle ore in cui buona parte del territorio reggiano era battuto da piogge intense e da forti folate di vento.

Alcuni abitanti hanno notato un oggetto di forma triangolare e colore scuro veleggiare a bassa quota e poi cadere verso il Secchia, e hanno subito dato l’allarme. A Molino Baroni sono arrivati gli addetti dell’Aeronautica Militare, del soccorso alpino, dei vigili del fuoco, della polizia provinciale uniti ai carabinieri e ai volontari della Croce Rossa di Carpineti. Le prime ricerche non hanno dato alcun esito, non sono state trovate tracce di deltaplani, parapendii o rimasugli di tela o segnali della possibile presenza di un pilota. Le attività sono poi state interrotte in serata, quando il buio e il protrarsi del maltempo hanno reso complicatissime e potenzialmente pericolose le manovre, da effettuare in un’area non particolarmente stabile non lontano dal corso del fiume ingrossate dalle precipitazioni.


Le operazioni sono riprese ieri mattina con una mobilitazione massiccia, che ha visto coinvolti gli elicotteri del reparto regionale del Soccorso alpino e un drone con termo-camera della polizia provinciale, in grado di percepire anche piccole fonti di calore, come quelle generate da una persona. Anche in questo caso, non è emerso nessun segnale che potesse far pensare a una caduta. E a valle, lungo il percorso del Secchia che discende verso la pianura reggiano-modenese, non sono stati rinvenuti oggetti o detriti che potessero far pensare a un trascinamento.

In contemporanea, i carabinieri e le altre forze dell’ordine si erano attivati per verificare se qualche appassionato di volo libero reggiano o modenese non fosse tornato a casa nella serata di domenica, ma nessun pilota mancava all’appello. Vista la mancanza di evidenze, le ricerche sono state interrotte definitivamente poco prima di mezzogiorno di ieri. Resta da chiarire cosa abbiano visto le persone che hanno segnalato la caduta. Una delle teorie è che le violentissime folate ventose possano aver sradicato qualche telo agricolo, sistemato come protezione su orti, colture o sui “balloni” di fieno, e lo abbia fatto volare sino a Molino Baroni.

In un contesto di visibilità ridotta non è impossibile che l’oggetto triangolare abbia fatto pensare a un deltaplano o a un parapendio. E d’altronde, in una giornata in cui già da metà pomeriggio il maltempo era una costante, diventa difficile pensare che qualche pilota, pur spericolato, abbia deciso di tentare un volo.