Reggio Emilia, malato di Covid in cella in questura: sanificate le stanze ma niente profilassi per gli agenti

Mentre il 28enne peruviano arrestato si trova in quarantena, nessun problema pare esserci per gli agenti con cui lo straniero è entrato in contatto

REGGIO EMILIA. Mentre il 28 peruviano arrestato dalla Polfer venerdì, portato in questura e trattenuto nella cella di sicurezza e poi portato al Santa Maria in quanto febbricitante e quindi sottoposto a tampone e risultato positivo al Covid, si trova in quarantena, nessun problema pare esserci per gli agenti con cui lo straniero è entrato in contatto.

Il medico competente della questura, infatti, appresa la notizia, dopo avere preso contatto con i sanitari del Santa Maria Nuova, nella giornata di sabato (in mattinata era arrivato il risultato positivo del tampone effettuato sul peruviano) ha provveduto a effettuare un’indagine epidemiologica finalizzata alla ricerca di contatti a rischio.


Lo stesso medico della questura, esaminati gli atti e sentiti gli operatori sulle modalità di svolgimento dei servizi espletati, avendo riscontrato il rispetto del distanziamento sociale, il corretto comportamento igienico sanitario, il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale obbligatori per la tipologia di servizio da parte del personale della polizia di Stato intervenuto e l’utilizzo della mascherina anche da parte dell’arrestato, non ha ravvisato elementi per procedere a provvedimenti di profilassi a carico degli agenti. È stato invece consigliata la sanificazione dei mezzi di trasporto sui quali è salito il peruviano, della cella e degli ambienti in cui l’uomo aveva transitato.

Adempimenti tempestivamente compiuti a cura di una ditta eterna specializzata che si sono conclusi sabato mattina.

Un altro aspetto sui cui soffermarsi è quello relativo all’arresto di un cittadino moldavo, nelle notte tra venerdì e sabato scorsi, che era stato collocato in una camera di sicurezza attigua a quella ma separata rispetto a quella in cui si trovava il peruviano.

Motivo per cui il moldavo – viene sottolineato – non ha avuto alcun tipo di contatto con il soggetto risultato positivo al Covid.

Tornando ai fatti, sono le 13.30 di venerdì scorso quando, durante un servizio di controllo sui passeggeri, una pattuglia del posto di polizia ferroviaria di Reggio Emilia indentifica lungo la tratta, fuori dall’Emilia Romagna, un cittadino straniero.

Dai controlli effettuati dalla Polfer emerge che nei confronti dell’uomo c’è un provvedimento di espulsione emesso dal tribunale di Pesaro-Urbino il 18 agosto di due anni fa. Alle ore 16 di venerdì, l’uomo viene fatto scendere dal personale della polizia ferroviaria alla Mediopadana di Reggio e accompagnato in Questura.

Da qui l’arresto, il collocamento in una camera di sicurezza, il malessere manifestato dal peruviano trasportato subito al Santa Maria e sottoposto a tampone.

Sul piano giudiziario non ci sono novità di rilievo. L’avvocato difensore Claudio Bassi conferma quanto accaduto e riferisce di una denuncia a piede libero per il suo assistito. «Una volta visti gli atti – ha ribadito ieri Bassi – vedrò come muovermi».