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«A Reggio Emilia per la riapertura delle scuole servono 50 autobus in più»

Il presidente di Act: «A causa della capienza ridotta faremo ricorso anche ai privati, siamo pronti per il ritorno in classe»

REGGIO EMILIA. «Siamo sul pezzo, con la consapevolezza dei problemi che sono sul tavolo e la convinzione che riusciremo a gestirli ed affrontarli. Siamo pronti a partire, anche se, come sempre, alcuni aspetti saranno migliorati strada facendo».

Daniele Caminati, presidente Act di Reggio Emilia, il consorzio che rappresenta gli enti locali reggiani nelle partecipate Seta e Tper, rassicura gli utenti del trasporto pubblico locale su quello che viene considerato uno degli snodi più critici della ripartenza della scuola.

Da una parte c’è l’esigenza di tutelare la sicurezza in tempi di pandemia (che ha portato alla riduzione delle capienza al 60%), dall’altra quella di garantire un livello sufficiente di corse per gli studenti.

«Per la provincia di Reggio Emilia stimiamo ci sia bisogno di 40/50 autobus in più - dice il presidente Caminati -. Una stima che tiene presente il limite della capienza al 60%, il numero delle iscrizioni scolastiche e le criticità emerse l’anno scorso in termini di sovraffollamento. Una parte dei mezzi in più arriveranno grazie agli investimenti già in atto per rinnovare la flotta, ma sarà necessario anche rivolgersi al privato per potere fare fronte alle esigenze». Una scelta che tra l’altro potrà alleviare un po’ la drammatica situazione del settore dei bus turistici, gravemente colpiti dalla pandemia.

«Anche le aziende del trasporto pubblico - prosegue Caminati - sono state colpite duramente, basti pensare che in questi mesi Seta ha avuto un calo del 90% degli incassi. A questo si aggiunge che molte famiglie potrebbero non voler far viaggiare i figli sui mezzi pubblici. In proposito però vorrei dire che non bisogna avere paura perché si partirà in sicurezza. Poi è chiaro che ognuno dovrà fare la sua parte in termini di responsabilità: toccherà a chi viaggia indossare e tenere la mascherina perché non è pensabile che debba verificarlo durante la marcia l’autista o le forze dell’ordine».

La riduzione della capienza comporta necessariamente delle corse aggiuntive. «Anche perché dobbiamo farci carico della limitata capienza dei treni. Dobbiamo organizzare delle corse sostitutive per i passeggeri delle linee ferroviarie Guastalla - Reggio e Reggio Sassuolo. Inoltre la Reggio - Ciano è interrotta fino al termine dell’anno per la realizzazione del sovrappasso di via Franchetti a Bibbiano».

Da più parti si auspica che la capienza venga innalzata all’80% per consentire la copertura dei bisogni, ma questa disposizione, di competenza nazionale e regionale, dipende dall’andamento dell’epidemia. Proprio ieri la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini è intervenuta per chiedere alla Regione di evitare che i mezzi di trasporto pubblico diventino luoghi a rischio.

«Siamo pronti all’inizio delle scuole - dice il presidente Caminati - ma non è possibile prevedere tutto. Non lo è normalmente (a causa degli orari provvisori delle scuole), figuriamoci in uno scenario reso ancora più incerto dal Covid. Saranno dunque necessari aggiustamenti strada facendo, nella speranza che la capienza non si riduca, ad esempio al 40% come nei mesi scorsi, perché questo cambierebbe tutte le previsioni». —