Pronti a una “contro-sagra” dopo la chiusura dell’oratorio

L'oratorio di Guastalla

Guastalla, Aldrovandi e un gruppo di giovani stanno lavorando al progetto per Pieve: «Non la prima domenica di settembre, che per noi sarà un giorno di “lutto”»

GUASTALLA. Gianfranco Aldrovandi, del Movimento Non Violento, che si è opposto alla chiusura dell’oratorio di Pieve attraverso una raccolta di firme, sta lavorando, insieme a un gruppo di persone, per organizzare la sagra di settembre di Pieve. Ovviamente non verrà allestita in oratorio ma in piazza Soragna, nel cuore della frazione. «Non faremo la sagra la prima domenica di settembre, data in cui ha sempre avuto inizio la sagra di Pieve. Per noi, quello, sarà un giorno di “lutto” – dichiara con una punta di sarcasmo Aldrovandi – Cercheremo di farla per domenica 13 o 20 settembre».

Gianfranco Aldrovandi


Da quanto si è potuto apprendere, con Aldrovandi collabora anche un gruppetto di giovani, affezionati al proprio paese, che da sempre ha lavorato per la sagra allestita in oratorio. Certo la location non sarà quella solita, tradizionale, che accoglieva intere famiglie e giovani nell’ambiente oratoriale, ma si cercherà comunque di creare uno spazio dignitoso con un programma che possa essere di gradimento per tutti e nel rispetto, naturalmente, delle norme anti-Covid19.

Ora bisognerà verificare se l’iter burocratico per organizzare l’iniziativa è partito e, soprattutto, se l’amministrazione comunale concederà le necessarie autorizzazioni.Per diversi anni, la sagra di Pieve si svolgeva in oratorio. Col passare degli anni, l’area si è arricchita di nuovi spazi come le cucine e il chiosco denominato “Moritzino”. Riuscendo a richiamare tanto pubblico.Non è noto se la situazione d’emergenza dovuta alla pandemia così come ha cancellato, o ridimensionato, tanti eventi da una parte all’altra della provincia di Reggio, avrebbe consentito lo svolgersi della tradizionale sagra.

Di certo, Aldrovandi che sin da subito si è esposto anche con una raccolta di firme per chiedere la riapertura dell’oratorio (costata a lui anche una denuncia, per la sua reazione durante un controllo da parte della polizia locale) è pronto a mettere in campo una sorta di contro-sagra. Un modo ulteriore per protestare per la chiusura dell’oratorio, che sta andando avanti ormai da diversi mesi: era infatti la metà di maggio quando il sacerdote, don Nildo Rossi, ne ha data notizia a messa leggendo in chiesa una lettera del vescovo, monsignor Massimo Camisasca. Provocando profondi malumori.