Poca acqua nell’Enza. Chiuse le paratoie per il Canale Bibbiano: «Ora siamo a secco»

Il Canale Bibbiano che porta l’acqua ai prati stabili della Val d’Enza

Val d'Enza, la decisione presa ieri dopo il bollettino dell’Arpae. Govi: «Per irrigare i prati stabili costretti a usare la falda»

VAL D’ENZA. «Dall’ultimo bollettino diramato dall’Arpae, la Val d’Enza è praticamente in zona rossa in quanto non è disponibile il flusso vitale per il torrente Enza e quindi siamo stati costretti a chiudere le paratoie per portano l’acqua al Canale Bibbiano». Ad annunciarlo è Matteo Govi, presidente del Consorzio Irriguo di Bibbiano. Una brutta notizia per il mondo agricolo della Val d’Enza. A mancare dunque è l’acqua che serve alle coltivazioni. «Che da queste parti – spiega Govi – sono rappresentate in larghissima parte da prati stabili. Ora, siamo completamente a secco».

Matteo Govi, presidente del Consorzio Irriguo di Bibbiano


Una vera emergenza, per gli addetti ai lavori. Che dovranno rimediare in altro modo per portare acqua nei campi.
«Ora dobbiamo usare l’acqua di falda tramite i pozzi, con le conseguenze che tutto questo comporterà – evidenzia il presidente del Consorzio Irriguo di Bibbiano – per prima cosa parliamo di costi, ma non solo. Se continuiamo a prelevare dalla falda ci sono anche altre conseguenze: a Corniano, per esempio, circa sei pozzi sono andati in secca nel giro di un mese. Inoltre, le falde si stanno abbassando. Un fenomeno che sta accadendo un po’ dappertutto, tranne lungo le coste del canale».

Non siamo ai livelli del 2017, che Govi conferma essere stato particolarmente difficile, ma la situazione attuale è complessa e ugualmente delicata.«Noi dipendiamo dal Consorzio di Bonifica Emilia Centrale. Abbiamo convenuto insieme, di fronte a questo bollettino, che era meglio non violare questa disposizione e dunque di sospendere in toto la derivazione. Ho provveduto così ad avvertire i volontari della Fipsas di Reggio per cercare di salvare la fauna ittica presente nel nostro canale – racconta Govi – Le precipitazioni che erano annunciate non si sono verificate, vedremo nei prossimi giorni. Quelle che si sono registrate alla fine di luglio erano state importanti».

È il secondo intervento nel Canale Bibbiano nel giro di pochi giorni. La settimana scorsa, era stato disposta ancora la chiusura delle paratoie quando si era registrato lo sversamento in Enza di inquinanti, per i quali attualmente stanno ancora indagando i carabinieri forestali.Insieme ai volontari della Fipsas, era stato necessario un intervento per il recupero dei pesci in difficoltà per la presenza degli inquinanti. Ancora si attendono i risultati delle analisi di Arpae che chiariscano quali sostanze sono state immesse provocando un evidente danno ambientale.