Addio a Leonida Landini, attivista politico e musicista

Leonida Landini, morto a 53 anni

Vetto, aveva 53 anni. Era il fratello del segretario nazionale della Cgil Maurizio. L’ultima esibizione alla pastasciutta antifascista di San Polo, oggi il funerale

VETTO. Una persona che delle sue passioni – dalla musica alla militanza politica – aveva fatto la sua vita. Sono giornate di lutto per la vallata dell’Enza e per il mondo della sinistra reggiana, segnate dalla morte del 53enne Leonida Landini, ultimo dei cinque fratelli di una conosciuta famiglia originaria della zona di Betto. Il fratello Maurizio è il segretario generale della Cgil nazionale, dopo aver guidato per molti anni la principale sigla dei metalmeccanici, la Fiom; Rolando è da tempo il presidente della Croce Verde. Con loro, Leonida lascia il figlio e le sorelle gemelle Mara e Marta.

Landini, molto noto in terra reggiana per il suo attivismo politico e per l’amore per la musica, ha lavorato a lungo nel reparto macelleria di un supermercato Despar a Reggio, dove risiedeva, pur dividendosi con l’amata montagna. Da tempo doveva confrontarsi con una grave malattia sino all’ultimo ricovero e alla morte, avvenuta all’ospedale Santa Maria Nuova. Da lì, questa mattina, prenderà il via la funzione funebre, in forma civile. Il corteo in auto partirà alle 11 dalle camere ardenti del Santa Maria Nuova per raggiungere il cimitero nuovo di Coviolo. All’ingresso, si formerà il secondo corteo a piedi, sino al luogo della sepoltura. I famigliari chiedono alle persone interessante di non portare fiori ma piuttosto di effettuare donazioni in memoria di Leonida al Co-Rer, reparto di Oncoematologia di Reggio Emilia, all’Iban IT34Y0306902477100000046052.


La famiglia Landini – nel tempo trasferitasi a San Polo – proviene dalla montagna reggiana: il padre era stato impegnato nella Resistenza, il lato materno ha le sue radici a Montepiano di Rosano, nel Vettese, a propria volta una casa sicura per i partigiani della Val d’Enza. Un luogo a cui “Leo” era tutt’ora legato e dove tornava ogni volta che poteva. Per andare a trovare la mamma Bruna Garofani, scomparsa nel 2017 a 88 anni; per periodi di riposo, sistemava la vecchia abitazione e rivedeva gli amici di un tempo. Quelli con cui era solito discutere a lungo di tutto, a partire dalla politica, cercando sempre il confronto anche con chi aveva visioni molto lontane dalla sua. La politica si mischiava spesso alla musica, altro amore di Landini, cantante e chitarrista. In tanti raduni, in tante feste militanti così come in cene e ritrovi privati si esibiva assieme all’amico Vincenzo Isernia. Aveva anche creato la formazione “Seinsa tanti bali”, che già dal nome raccontava l’approccio schietto e l’attenzione per le tradizioni reggiane. Sino all’ultimo ha continuato ad impegnarsi nella politica e nella musica, il 25 luglio si era esibito a Pontenovo di San Polo in occasione della pastasciutta antifascista.