Bonterre-Pini, braccio di ferro per Ferrarini: in palio il predominio sul mercato

REGGIO EMILIA Bresaola contro prosciutti. Sarebbe riduttivo spiegare così il confronto tra il gruppo valtellinese Pini e la coop modenese Bonterre. È il loro Dna proprietario ad essere profondamente diverso: azienda privata contro azienda cooperativa. Pini è infatti un’azienda padronale, ermetica nelle comunicazioni e legata alla sola famiglia che fa 1,6 miliardi di fatturato grazie anche al suo nuovo gioiello industriale: uno stabilimento che si trova a Binefar, in Spagna, nella comunità di Aragona, impianto che occupa una superficie di 62mila metri quadri e ha una capacità di macellazione di 160mila maiali la settimana: il più grande d’Europa. Dei Pini si conoscono a Reggio per ora solo le vicende giudiziarie del patron Piero, arrestato in Ungheria per presunti reati fiscali, sorte ricaduta poi sul figlio Marcello, mentre l’altro figlio, Roberto, è l’interlocutore di Lisa Ferrarini e suo socio nella newco Ferrarini Holding, scialuppa di salvataggio dove Pini ha l’80% e i Ferrarini appena il 20%.

Bonterre è invece l’altra metà del cielo in terra emiliana. È un agglomerato cooperativo di Legacoop con oltre un miliardo di fatturato, nato dall’aggregazione tra Grandi Salumifici Italiani e il gioiellino Parmareggio, il Parmigiano più rinomato in Italia grazie anche a un’operazione di marketing che vede come testimonial un topolino bianco con la “erre” moscia alla parmigiana, ma che in realtà è frutto di un’operazione della cooperazione modenese (vissuta peraltro come una sconfitta dai cugini reggiani). Di Bonterre si sa quasi tutto: il fatturato consolidato di oltre un miliardo di euro ne conta 200 milioni legati all’export, 3 filiali commerciali all’estero, 16 stabilimenti in Italia, 2.000 dipendenti, 4 Dop e 4 Igp, 140mila tonnellate prodotte all’anno e la filiera completa nel Parmigiano Reggiano. Bonterre è infatti una holding nata nel 2019 con tutte le società al suo interno che aderiscono a Legacoop e hanno la sede e i principali stabilimenti produttivi a Modena.

Sia Pini che le coop vogliono un marchio forte sul mercato e Ferrarini è la ciliegina sulla torta che entrambi intendono conquistare a suon di rilanci. —