La nuova vita di Furio dal vagabondaggio sul Po alla vita in famiglia

Accalappiato in golena, per due anni al canile era inavvicinabile Grazie a un’educatrice e a una coppia paziente è come rinato

Elisa Pederzoli

NOVELLARA


È un’adozione che sa tanto di rinascita quella di Furio, pastore del Fonnese che circa due anni fa era stato accalappiato nella golena del Po. Inavvicinabile, rinselvatichito, ma soprattutto timorosissimo dell’uomo e per questo diffidente e ostile, una volta chiuso nel box del canile di Novellara non c’era verso di interagire con lui. Non solo, lo stress per quella vita da recluso era così forte che aveva preso a dare testate alla grata tanto da provocarsi delle lacerazioni.

Ma Furio, cane sfortunato per colpa di chi in quella golena ce lo aveva fatto finire, deve essere nato sotto una buona stella, perché sulla sua strada ci sono stati in seguito non uno, ma ben due incontri davvero fortunati. Il primo è con Natasha, operatrice del canile di Novellara. Che davanti a quel muso nero che non cedeva un millimetro di confidenza, ha deciso di provare un percorso di rieducazione. Il secondo è con Amanda Cavaletti e suo marito Ciro Maiocchi (noto sindacalista Cgil) che un giorno hanno visto l’annuncio di adozione per Furio e si sono fatti avanti. E neppure di fronte alle difficoltà di un percorso tutto da costruire con lui per riuscire a conquistarsi la sua fiducia si sono tirati indietro.

«Erano i giorni del lockdown e da casa abbiamo visto l’annuncio sui social. C’era scritto che era il più brutto del canile... – racconta Amanda – Quando lo abbiamo incontrato, Natasha ci ha detto subito che ci sarebbe voluta pazienza, ma abbiamo voluto dargli questa possibilità e a un certo punto è diventata anche per noi una sfida». Per due mesi, attraverso incontri al canile, momenti di condivisione seguiti sempre dall’occhio attento di Natasha che era riuscita a fargli fare passi da gigante, marito e moglie hanno costruito un solido rapporto con Furio. «Che gioia la prima volta che col muso ha cercato la mia mano!» confida Amanda. Da un mese lo hanno portato a casa. « Per lui tutto era nuovo e strano – spiega – Ma ora è un cane felice, anche se il lavoro con lui non è finito». In questi giorni è andato anche a cena fuori con i suoi padroni. Un’altra conquista che ripaga tutti di tanta pazienza. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA