La Don Cavalletti va verso l’azienda speciale consortile

I soci della Asp decideranno entro il 31 ottobre sulla base di un nuovo studio Il presidente Borghi: «Un assetto che ci consentirebbe forti risparmi gestionali»

carpineti

Entro il 31 ottobre l’assemblea dei soci di Asp Don Cavalletti deciderà il nuovo assetto societario dell’azienda pubblica dei servizi alla persona, le cui quote sono in mano all’83% al Comune di Carpineti e il restante 17% spalmato sugli altri Comuni della montagna. È la decisione presa al termine dell’ultima assemblea che si è svolta il 22 luglio scorso.


«Ci siamo presi il tempo – spiega Tiziano Borghi, presidente dell’assemblea Asp e sindaco di Carpineti – di valutare i risultati dello studio che abbiamo commissionato nell’agosto dell’anno scorso per individuare l’assetto più vantaggioso per poter prevedere risparmi nella gestione ma anche forti investimenti nella ristrutturazione dell’immobile. Fermo restando che, in ogni caso, i venti dipendenti della casa di riposo per anziani che assistono ad oggi 35 ospiti nessuno dei quali è stato contagiato durante il periodo più caldo dell’epidemia Covid, verranno riassorbiti in toto dalla nuova gestione, mantenendo intatti i diritti acquisiti. Su questo punto non c’è discussione».

Due le soluzioni che lo studio ha individuato. La prima è quella di un partenariato tra pubblico e privato, con l’ Asp nel ruolo di concedente e con il concessionario da individuare attraverso una gara a evidenza pubblica. Il secondo – ed è quello che i soci Asp, al momento, giudicano più opportuno – è l’affidamento a un’azienda speciale consortile (Asc). «Si tratta – spiega Borghi – di una gestione pubblica ma di diritto privato. E questo comporta minori oneri nella gestione del persone per quanto concerne malattie e legge 104 per l’assistenza di familiari malati e inabili le cui spese oggi ricadono sull’Asp mentre con il nuovo assetto sarebbero a carico dell’Inps e una minore tassazione. Questa formula ci permetterebbe di mantenere le garanzie del pubblico con spese considerevolmente ridimensionate».

La decisione di individuare gestione alternativa all’Asp è arrivata con il primo bilancio dell’azienda con il segno leggermente attivo. «Sono stati i Comuni, in questi anni, e in particolare quello di Carpineti – prosegue Borghi – a dover ripianare le forti perdite gestionali che la Don Cavalletti aveva accumulato negli anni. Solo il Comune di Carpineti, un piccolo ente, si è trovato a dover versare qualcosa come 440.000 euro per coprire le perdite. Una situazione oggettivamente insostenibile». Sul fronte dell’intervento di ristrutturazione – lavori urgenti e ormai non più procrastinabili dell’importo complessivo di 2 milioni 300.000 euro per adeguamento sismico, riqualificazione energetica, manutenzione straordinaria – i soci Asp si sono messi a caccia di finanziamenti. Almeno un milione arriverà dallo Stato «ma c’è un dialogo aperto con la Regione – conclude Borghi – per individuare altri bandi attraverso i quali poter raggiungere la somma necessaria». —

Cristina Orsini

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