Enza inquinato, scatta il monitoraggio delle falde acquifere

Preoccupazione per la traversa che porta acqua a San Polo, Bibbiano e Montecchio. Arpa e Ausl mobilitate. Sulla sponda parmense in campo i carabinieri forestali

VAL D’ENZA. Allarme ieri mattina per l’inquinamento delle acque del torrente Enza, diventate improvvisamente di colore marrone verdastro a causa dello scarico di sostanze da identificare. Forse si tratta di liquami. L’Ausl sta monitorando le falde acquifere di San Polo, Bibbiano e Montecchio.

A Cerrezola l'acqua dell'Enza diventa marrone e piena di schiuma



Polizia locale Val d’Enza, Ausl e Arpae sono intervenute in località Cerezzola di Canossa, lungo il greto dell’Enza, dopo la segnalazione fatta da una guardia ecologica volontaria per un considerevole sversamento di liquami gettati nel torrente. Gli agenti e i tecnici hanno riscontrato la presenza lungo l’Enza di una notevole quantità di schiuma bianca assieme all’acqua di colore marrone verdastro, che peraltro emanava un forte odore sgradevole. Al momento dell’intervento la massa inquinante aveva già cominciato a defluire, cosa che ha complicato le indagini finalizzate a risalire alla fonte e quindi al responsabile dell’episodio.



La polizia locale Val d’Enza ipotizza che lo sversamento sia iniziato dal lato parmigiano del torrente, perciò gli agenti hanno provveduto a chiedere l’intervento dei carabinieri forestali competenti per il lato parmense, che compiranno accertamenti. In mattinata a Cerezzola sono intervenuti anche i tecnici dell’ufficio tecnico del Comune di Canossa, assieme al personale del servizio acquedottistico di Iren.

Di fronte alle acque inquinate dell’Enza, gli specialisti del Sian (Servizio igiene degli alimenti e nutrizione) della Ausl di Reggio si sono subito attivati per tenere monitorata la qualità delle acque provenienti dalla captazione del sottosuolo attiguo al torrente e destinate agli acquedotti delle zone di Montecchio, Bibbiano e San Polo. L’attività di controllo proseguirà. «Lo sversamento è in alto a monte – ha spiegato il direttore del Sian Maurizio Rosi – Abbiamo svolto il dovuto sopralluogo e la traversa non è risultata interessata dallo sversamento, anche perché non pesca acqua dal torrente. Ora la situazione è sotto controllo e non presenta rischi. L’Arpa si occuperà delle analisi per accertare la natura dello sversamento inquinante».



Sempre ieri mattina Matteo Govi – presidente del Consorzio Irriguo Privato di Bibbiano e cassiere dell’associazione dei Consorzi irrigui privati della media Val d’Enza – con alcuni collaboratori ha raggiunto il canale a Fontaneto di San Polo e lo ha chiuso per evitare che i liquami si spandessero oltre. «L’odore era molto forte – ha spiegato alla Gazzetta –. Quasi lacrimavano gli occhi. Abbiamo fatto in tempo a deviare tutta la schiuma che proveniva da Cerezzola. Abbiamo fior di coltivazioni e di prati stabili, in zona. Non sappiamo quale sostanza abbia inquinato le nostre acque, perciò abbiamo provveduto a chiudere l’acqua in vari punti, a Fontaneto, Cornacchia, eccetera, per non far arrivare ai campi tutta quella schiuma, che non c’entra niente con la pioggia degli ultimi giorni. Speriamo che in breve si risolva tutto, perché sarebbe un danno enorme rimanere senz’acqua».

Sul versante parmense i carabinieri forestali, dopo un sopralluogo, hanno aperto un’indagine. Nel frattempo, ieri in Val d’Enza i residenti riferivano di odore pungente, schiuma e acqua dal colore decisamente anomalo. Saranno le analisi a chiarire di che sostanza si tratta. —

Daniela Aliu

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