Nasce la nuova Lega di Matteo Salvini, 550 i tesserati reggiani

Rottamato anche a Reggio il Carroccio legato alla secessione, Melato: «Dato molto positivo, e abbiamo altre 200 richieste»

REGGIO EMILIA. Ieri anche in provincia di Reggio Emilia è stato un giorno di addii e di rinascite al tempo stesso. Con la chiusura della campagna di tesseramento è nato ufficialmente il nuovo partito di Matteo Salvini, la “ Lega per Salvini Premier”. Niente più sostenitori tradizionali, cancellata la parola secessione e “prima il Nord”, da dimenticare le benedizioni con l’acqua del Po. Spazio, invece, a un partito di respiro nazionale e nazionalista, ai comizi dal Papeete, alla dialettica social, agli ammiccamenti verso destra.

Un cambio di rotta che, almeno fra i reggiani, sembra aver dato i suoi frutti. «Il tesseramento è stato molto positivo – commenta il segretario provinciale della Lega, Matteo Melato, appena tornano da un fine settimana a Milano Marittima in compagnia proprio di Salvini – rispetto ai 450 tesserati dell’anno scorso ad oggi ne abbiamo 550, ma c’è un’ulteriore richiesta da parte di circa 200 sostenitori».


Nella Lega infatti, precisa Melato, «tesserarsi è possibile tutto l’anno e abbiamo già predisposto la richiesta di altre tessere visto il trend in crescita. La “Lega per Salvini premier ha come obiettivo quello di dialogare con tutti i territori, con le associazioni, con il volontariato, vogliamo radicarci sempre di più. Questo è sempre stato il nostro obiettivo e proseguiremo con banchetti e iniziative»

Per quanto riguarda invece la foto di Melato senza mascherina accanto a Salvini, scattata questo fine settimana e postata dallo stesso segretario provinciale sul suo profilo Facebook, il leghista reggiano precisa: «Eravamo all’aperto e non al chiuso. Come ha ribadito anche Salvini, ma è una tesi che sosteniamo anche noi, le mascherine sono uno strumento che deve essere usato per arginere la diffusione del Covid ma negli ambienti chiusi, come specificato più volte».

Con quest’ultimo tassello si è quindi completato il mosaico della “liquidazione” della vecchia Lega padana – gravata dall’affaire dei 49 milioni, ridotti nel bilancio 2018 a 18,4 milioni in seguito all’accordo raggiunto con la procura di Genova del settembre dello stesso anno – seguendo quel percorso avviato a febbraio con la creazione a Milano dell’associazione “Lega Emilia per Salvini Premier”: un’articolazione emiliana del rinnovato movimento federale, che rappresenta un’entità diversa rispetto alla vecchia Lega Emilia guidata da Gianluca Vinci e che annovera fra i cinque soci fondatori lo stesso Vinci, la senatrice ed ex candidata alle Regionali, Lucia Borgonzoni, Maurizio Campari, Corrado Pozzi e Aldo Manfredini.

Una sorta di direttivo, attorno al quale si svilupperà il lavoro del neo-commissario emiliano, chiamato ad avviare la stagione dei congressi, ancora da fissare.

Se il trend degli iscritti reggiani è in crescita, così non sembra essere nelle storiche roccaforti padane. Secondo quanto scrive La Repubblica, infatti, i responsabili dell’organizzazione di un tempo parlano di almeno un terzo di iscritti in meno. Molti di loro si definiscono bossiani, maroniani. Ma non salviniani. E si allontanano proprio perché manca la parola per loro “magica”: Nord.