Difficile recupero dell’auto finita nel Po

Le ricerche dei vigili del fuoco

Boretto, la vettura individuata dall’ecoscandaglio sulla nave Stradivari. Non si sa ancora se dentro ci sia qualcuno

BORETTO. È stata individuata l’auto che dalla sponda borettese era stata vista precipitare nel Po da quella di Viadana, venerdì sera, e per la quale dalla sera stessa sono in corso le ricerche. Ma non sono semplici le operazioni di recupero, tant’è che ieri sono state sospese e riprenderanno oggi. Dal tardo pomeriggio di ieri una potente benna di un escavatore, posizionato a bordo dell’imbarcazione “Franca” – messa a disposizione dalla Bacchi Spa per l’operazione – ha provato più volte ad agganciare la vettura adagiata sul fondo del fiume, ma senza successo.

L’automobile è stata localizzata con precisione nella mattinata di ieri: 80 metri a valle rispetto al punto presunto nella quale si era inabissata, a una profondità di 5 metri e 70 centimetri, a una ventina di metri dalla riva. Ad effettuare la localizzazione precisa sono stati Francesco Menta, di Viadana, e il capitano della motonave Stradivari Giuliano Landini, grazie a un ecoscandaglio professionale di proprietà di Menta, attraverso il quale è stato possibile individuare il mezzo, che si ipotizza essere un’Alfa 156. «Tutto lascia pensare che sia proprio l’auto – spiega Landini, che solo un paio di settimane fa aveva trovato sulla sponda viadanese, dove è ormeggiata la motonave, una pistola Beretta probabilmente utilizzata per commettere un crimine – e dalle immagini dell’ecoscandaglio sembra che sia adagiata su un fianco. Non è però possibile capire se vi sia qualcuno dentro, questa è una cosa che si scoprirà soltanto quando la macchina sarà ripescata».

Landini il capitano della Stradivari


Nella giornata di ieri i vigili del fuoco e i sommozzatori hanno avuto come base operativa il lido Po di Boretto, dove la Motonautica Boretto Po del presidente Paolo Corradini ha messo a disposizione la gru e offerto piena collaborazione per contribuire alle ricerche. Le operazioni hanno attirato l’attenzione di diversi curiosi che al lido borettese si sono soffermati per osservarne lo svolgimento: a maggior ragione dopo l’ora di pranzo ha destato curiosità l’arrivo di un elicottero dei pompieri che è atterrato nel parcheggio ovest del lido Po (con la polizia locale che aveva momentaneamente chiuso l’ingresso per evitare l’ingresso delle auto) per prelevare alcuni sommozzatori di cui era necessario l’apporto nelle acque di un fiume lombardo.

Qualche ora prima, sulla sponda viadanese, i sommozzatori avevano provveduto ad ancorare la macchina ad una boa, in modo da facilitare le operazioni di recupero e delimitare la zona, anche alla luce del fatto che in quel tratto corre il canale navigabile. Non è stato possibile, inoltre, capire se all’interno del mezzo vi sia qualcuno, a causa della poca luce sott’acqua e della corrente piuttosto forte. Le prime operazioni di recupero non sono andate a buon fine, è probabile che oggi, con un mezzo dotato anche di ecoscandaglio sia possibile andare più a colpo sicuro. L’allarme era scattato intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato quando due giovani, dalla spiaggia che si trova sulla sponda borettese, avevano notato un’auto scivolare da una scarpata e inabissarsi nel Po. Immediato è stato l’intervento dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Viadana, i vigili del fuoco di Mantova, Viadana, Reggio e il Nucleo sommozzatori di Milano. Una manovra sbagliata del conducente, suicidio o affondamento “programmato” senza nessuno a bordo? Denunce di scomparsa non ne risultano. E al giallo oggi forse si troverà risposta.