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Padre di una bambina muore in moto nello schianto contro un’auto a Parma

Giorgio Fallini aveva 48 anni e risiedeva a Sorbolo Levante. Il ricordo degli amici di sempre: "Aveva una mente brillante. Animatore di tante serate"

BRESCELLO. Si chiamava Giorgio Fallini ed era papà di una bimba di 9 anni, il motociclista morto ieri mattina in un incidente stradale avvenuto a Parma, nei pressi del casello autostradale. Fallini era un fabbro, viveva a Sorbolo Levante e avrebbe compiuto 49 anni a settembre. Ieri la notizia che fosse proprio lui la vittima dello schianto si è diffusa in pochissime ore a Sorbolo Levante lasciando tutti profondamente addolorati. "Aveva una mente brillante; animatore di tante serate", è il ricordo degli amici di sempre.

L’uomo viaggiava in sella alla sua moto Yamaha, acquistata qualche anno fa e una sua grande passione, quando si è schiantato contro un’utilitaria, una Fiat Idea, con a bordo due persone, rimaste anch’esse ferite.


All’origine dell’incidente pare ci sia una mancata precedenza da parte dell’auto. Ma la dinamica è ancora tutta da chiarire. A ricostruire l’accaduto saranno gli agenti della polizia locale di Parma intervenuti per i rilievi. Sul posto anche i vigili del fuoco per la messa in sicurezza dei mezzi incidentati.



Fallini, nell’impatto violentissimo, ha riportato gravissimi traumi e, nonostante i soccorsi tempestivi, è morto durante il trasporto all’ospedale Maggiore di Parma.

L’incidente è avvenuto intorno alle 10 lungo la statale Asolana sul cavalcavia all’A1, nei pressi del casello autostradale. Il 48enne, in sella alla sua moto, percorreva la statale in direzione di Parma, dove tra l’altro lavorava come dipendente in un’azienda del vicino quartiere Spip. Quando si è trovato sul cavalcavia all’autostrada la Fiat Idea è sbucata da una strada laterale, un tempo via principale di accesso al Punto Blu e che ancora conduce agli uffici della società Autostrade, oltre ad alcune residenze.

L’impatto è stato violentissimo. L’auto deve essere sbucata fuori all’ultimo momento. Il motociclista infatti non ha fatto neppure in tempo a frenare, nessun segno è visibile sull’asfalto, e si è schiantato sulla fiancata sinistra, sfondando con la moto la portiera a lato del conducente.

Immediata la richiesta di aiuto al 118. Gli operatori sanitari arrivati a bordo di un’ambulanza e con l’automedica hanno trovato Fallini in condizioni disperate e hanno praticato subito le manovre di rianimazione. Dopo aver tentato di stabilizzare le sue condizioni, lo hanno caricato sull’ambulanza per trasportarlo d’urgenza all’ospedale per il reparto di Rianimazione. Ma purtroppo le ferite riportate dal 48enne erano troppo gravi, l’uomo non ce l’ha fatta ed è arrivato al pronto soccorso già morto.

Ferite anche le altre due persone a bordo della Fiat Idea. Ma in modo, per fortuna, non serio. Sono stati entrambi condotti in ospedale in condizioni giudicate di media gravità per il conducente, ferite lievi per il passeggero.

Nello schianto è probabile abbia avuto un suo peso la visibilità, in quell’incrocio non certo ottimale. La strada laterale all’Asolana dalla quale è sbucata la Fiat Idea non è certo frequentata come un tempo da chi vuole raggiungere il Punto Blu, ora accessibile direttamente dall’area del casello, ma vi insistono alcune case ed è percorsa dai residenti e da chi conosce la zona.

A causa dell’esito tragico dell’incidente, ora gli inquirenti cercheranno di fare piena luce su dinamica e responsabilità.

Il ricordo degli amici di sempre.

Giorgio Fallini si era trasferito con la famiglia da Sorbolo di Parma a Sorbolo Levante, nel 1980, quando aveva nove anni. Qui è cresciuto e ha frequentato la scuola. Si è fatto gli amici e ha trascorso gli anni della giovinezza con la compagnia di ragazzi coetanei del paese.

Una compagnia molto affiatata e che, nonostante negli anni la vita abbia portato su strade diverse, si ritrova a festeggiare in occasione dei compleanni e ricorrenze. Tra loro Fallini, che tutti chiamavano “il Falo” era uno di quelli più pronti a volgere in allegria la serata.
 
Struggente il ricordo che ne hanno voluto lasciare, tramite le parole di Barbara Davoli: «Giorgio era uno degli amici della storica compagnia di Sorbolo Levante. Amici a vent’anni. Potrei tracciare un’immagine di un ragazzo di grande compagnia, spiritosissimo e amico di tutti. Abbiamo ricordi indelebili di “pazzie” (niente di pericoloso o illegale) che resteranno nella nostra storia di amici per averci fatto ridere come pazzi tutti insieme. Serate in discoteca, le vacanze a Riccione, i concerti ma anche solo le serate nel “nostro” bar, il centro sociale di Sorbolo Levante, cuore del paese (alla cooperativa tempo libero “Al Parco”, ndr), quando bastava una passeggiata sull’argine per generare attimi di ilarità di gruppo. Noi siamo ancora molto uniti ma ovviamente la vita ci ha portato su strade diverse e ultimamente ci siamo visti solo per qualche cena. Il mio ricordo è questo, quello di un ragazzo con una mente brillante per inventare ogni cosa potesse tenerci insieme: un giorno costruì in poche ore una griglia per fare una grigliata per un numero impossibile di persone».
 
Tutti ora si stringono alla moglie Paola Artoni e alla figlioletta. «Era una brava persona – ha detto la donna in lacrime – Se ne è andato troppo presto».

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