In “pellegrinaggio” dentro il labirinto e nel bosco di cedri della rupe di Canossa

Questa sera salto indietro nel tempo  con la performance del centro turistico 

CANOSSA. Canossa (Canusia) prende il nome dal colore bianchiccio (canus) della roccia su cui fu costruito il castello. La rupe, però, questa sera s'infiammerà per effetto dei punti luce e delle torce portate dai visitatori trasformati in pellegrini alla ricerca della salvezza di fronte a un labirinto di grosse pietre immerso in un bosco di melograni, il frutto caro alla gran contessa Matilde. La performance si ripeterà ogni sabato sera, fino a settembre, per iniziativa di Mario Bernabei, il responsabile del centro turistico “Andare a Canossa”. Per parteciparvi è bene prenotare telefonando al 333-4419407, essendo l’accesso limitato dalle disposizioni anti Coronavirus a 25 persone.

Il programma, che può essere ripetuto durante la settimana per gruppi di almeno quindici persone, prevede la cena e la breve escursione notturna alla scoperta dei versanti settentrionale e orientale della rupe, suggestivi ma ignorati dai turisti che si limitano a visitare le rovine del castello e il museo. Si è condotti ai piedi di una parete rocciosa di settanta metri e, poco più in là, alla meta finale di questo viaggio nello spazio e nel tempo. «Si entra – scrive Federica Soncini – nel bosco dei melograni (ne sono stati piantati almeno cento) e al centro, maestoso, si presenta il labirinto “Cuore di Matilde”».


Sono sette corsi, in un percorso singolare che porta al centro in una sorta di Gerusalemme celeste, come al tempo dei pellegrini. Nel Medioevo infatti, il bravo cristiano, almeno una volta nella vita, doveva fare un pellegrinaggio a Roma, a Santiago o a Gerusalemme. Ma non tutti potevano per varie ragioni. Allora in varie chiese fu costruito sui pavimenti un labirinto. Se questo veniva percorso con certe modalità, ad esempio recitando il rosario, era come fare il pellegrinaggio.

A Canossa i visitatori si immergono nella magica atmosfera del passato, mentre la guida rievoca le vicende storiche dell’XI e XII secolo che hanno reso celebre questo luogo nel mondo, in particolare nella Germania dell’imperatore Enrico IV, cugino e nemico di Matilde. —

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