Morte del tecnico Enel: in campo il perito di parte

L’azienda che gestisce la rete elettrica si tutela in attesa di fare chiarezza. Attesa per i funerali. I messaggi di cordoglio dai sindaci della montagna

VENTASSO. In una montagna ancora scossa dal dolore, non si conosce ancora la data del funerale di Davide Scaruffi, il 26enne addetto Enel morto dopo essersi sentito male domenica scorsa durante un intervento a Valestra di Carpineti. Verso le 16.30 nella piccolissima località di Casa Ponci il ragazzo si è accasciato al suolo, per cause ancora non definite, davanti al proprio collega; da allora, non si è più ripreso, ed è spirato lunedì sera all’ospedale di Parma dove era stato portato in elicottero. È stato aperto un fascicolo per omicidio colposo e nella giornata di ieri è stata effettuata l’autopsia.

A presenziare all’analisi della salma anche un perito nominato, per tutelarsi, dall’Enel, di cui Scaruffi era dipendente. A ieri tuttavia non sono emerse informazioni ufficiali su un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati.


La famiglia ora sta capendo quando poter organizzare il commiato: l’idea sarebbe quella di far officiare la cerimonia funebre domattina a Ligonchio. La morte di Scaruffi, nato e cresciuto a Ligonchio, grande appassionato di calcio con una lunga attività come portiere in tante squadre della zona, ha segnato profondamente l’Appennino.

A colpire, la giovane età e le circostanze così particolari, a cavallo fra l’ipotesi di una scossa e quella di un malore, pur strana in una persona di 26 anni, atletica e attiva. Le reazioni sono tante.

La presentazione del libro “l'Ospitaletto delle Alpi di Ligonchio” in programma proprio per domani a Ospitaletto, è stata rinviata a sabato 8 agosto, in segno di rispetto.

Fra i messaggi di cordoglio, spicca quello del sindaco di Villa Minozzo Elio Ivo Sassi, rivolto a papà Sergio, ligonchiese doc, e alla mamma Romana, originaria di Minozzo. «È difficile trovare le parole che possano dare un po’ di conforto dopo la grande tragedia che ha colpito la famiglia. Se riusciamo come comunità villaminozzese vogliamo farvi arrivare una parola di sollievo o anche solo uno sguardo o, un sorriso, sappiate che noi ci siamo. Siamo addolorati e profondamente tristi per la prematura scomparsa del vostro adorato figliolo. Non possiamo e non vogliamo avere la presunzione di immaginare il dolore che questa perdita vi sta arrecando. Ma sappiate che vi siamo, come comunità, come paese di molto vicini», scrive.

Il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi domenica scorsa ha raggiunto Valestra, una volta informato della vicenda. «Di lui, appena più che ventenne, in queste ore, i suoi amici, i suoi colleghi e coloro che lo hanno visto crescere raccontano di un ragazzo in gamba, bravo, appassionato del suo paese e di una montagna che non ha abbandonato e che, con ogni probabilità, non avrebbe mai lasciata. Anche per questo era uno di noi», è il suo pensiero.

«Davide era un tecnico che amava un mestiere per il quale si rendeva disponibile anche la domenica. Quella trascorsa, in cui ha perso la sua giovanissima vita, si trovava al lavoro nel carpinetano per garantire un servizio importante alla cittadinanza che ora si stringe con un abbraccio affettuoso attorno ai suoi genitori e alle persone che gli hanno voluto bene».

Si concentra sull’amore del ragazzo per la sua montagna anche il primo cittadino di Castelnovo Monti Enrico Bini: «Davide lavorava quotidianamente in montagna, partendo dagli uffici Enel di Castelnovo, e contribuendo con il suo lavoro a mantenere un servizio essenziale. Amava l’Appennino, il suo paese, Ligonchio, era sorridente e cordiale: la sua è una morte che ci lascia sconcertati. Perdere un giovane è sempre tragico, in montagna se possibile ancora di più». —

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