Il pg chiede per Blasco e Sergio condanne ma con lo “sconto”

BOLOGNA

Sono solo due, ma entrambi piuttosto “pesanti”, gli imputati di cui si è discusso nell'ultima udienza del maxiprocesso di appello di Aemilia, in corso nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza.


La procura generale ha infatti chiesto di condannare Gaetano Blasco ed Eugenio Sergio, già condannati in primo grado per vari reati, tra cui l'associazione mafiosa. Per entrambi la pena richiesta è inferiore rispetto a quella inflitta in primo grado, a causa dell'unificazione dei riti abbreviato (con cui, in primo grado, è stata giudicata l'imputazione di associazione mafiosa) e ordinario.

Per Blasco – imprenditore calabrese 58enne considerato uno degli esponenti di spicco della 'ndrangheta in Emilia e condannato, in primo grado, a 38 anni e quattro mesi di reclusione – la procura generale ha quindi chiesto una pena di 25 anni e sei mesi complessivi, puntualizzando comunque la conferma della condanna per tutti i reati contestati.

Oltre che di associazione mafiosa, infatti, Blasco – difeso dagli avvocati Filippo Giunchedi e Marilena Facente – è accusato di tutta una serie di reati aggravati dal metodo mafioso, come incendi, estorsioni, usura e violazioni tributarie.

Discorso simile per Eugenio Sergio – parente alla lontana della moglie del sindaco Luca Vecchi, in quanto Maria Sergio è nipote del nonno dell’imputato – condannato in primo grado a 23 anni complessivi di reclusione.

Per il 63enne Sergio – che è difeso dall'avvocato Giuseppe Migale Ranieri, la pena richiesta dalla procura generale è di 17 anni e sei mesi di carcere.

Si tornerà nell’aula-bunker felsinea anche la prossima settimana, sempre al ritmo di due udienze nell’arco dei sette giorni.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA