Nidi di uccelli, ferma i lavori e chiede aiuto al Comune

I gruccioni nei nidi di Pieve

Una colonia di gruccioni si insedia nel laghetto in costruzione di Roberto Boiardi «Specie protetta da difendere, ora mi vengano prorogati i termini per l’opera»



REGGIO EMILIA


Pochi giorni fa, aveva fatto discutere in Val d’Enza la distruzione dei nidi di una nutrita colonia di gruccioni – un uccello migratore, protetto, che ha l’abitudine di nidificare creando cunicoli nelle sponde dei corsi d’acqua – a causa dei lavori nel torrente Enza realizzati dalla Regione.

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La storia che arriva da Pieve Modolena è decisamente di segno opposto: un cittadino, Roberto Boiardi, dei gruccioni è diventato invece un prezioso salvatore. Ma ora ha un problema: la burocrazia.

Ma andiamo per ordine. Da qualche tempo nella sua proprietà in via Guido Dorso si è insediata una piccola colonia di gruccioni. Una buona notizia, anche secondo gli esperti della Lipu, che da molto tempo non avevano notizie della presenza del variopinto uccello migratore, che arriva in pianura per la riproduzione e poi se ne torna in Africa, così vicino alla città. «Qualche tempo fa se ne erano insediati al parco Ottavi e forse questi sono gli stessi», spiega Luca Bagni della Lipu.

I gruccioni hanno scelto per realizzare i loro caratteristici nidi – ce ne sono all’incirca una trentina – la sponda del laghetto in costruzione della tenuta di Boiardi. «È stato un sopralluogo della Polizia provinciale a segnalarmi che si trattava di una specie protetta – spiega il privato – Io stesso mi ero accorto di loro. Subito non avevo capito che quei buchi fossero i loro nidi, pensavo all’opera di roditori. Quando ho visto la loro attività, dentro e fuori le cavità, ho iniziato a pormi il problema di come poter continuare i lavori per il completamento del laghetto biologico che sto realizzando: dovremo infatti installare sulla parete un telo impermeabile».

La buona notizia è che Boiardi ha accettato di buon grado “la scelta” del gruccione di nidificare a casa sua e, cosa rara, si è detto subito pronto a sospendere i lavori, nonostante gli accordi con l’azienda che li deve realizzare, il rischio di costi in più e le incognite. «Sono un sognatore... – confida – E credo che la natura vada rispettata il più possibile in un mondo che, invece, non se ne cura più di tanto. E che qualcosa per la natura ognuno di noi dovrebbe fare». E, in questo caso, vuol dire che prima di riprendere i lavori Boiardi dovrà attendere i tempi della cova e quelli che serviranno ai piccoli per crescere, involarsi e riprendere la strada per l’Africa.

E qui si pone un problema. «Attualmente – spiega – ho chiesto al Comune di prorogarmi il permesso per i lavori, che mi scade a fine settembre, per il tempo necessario».

Per farlo, però, ha dovuto lottare un po’ per avere dalla polizia provinciale il verbale del sopralluogo effettuato nella sua proprietà, in cui si registrava la presenza della colonia, e in suo soccorso è arrivata la Lipu, che ha documentato la nidificazione giustificando, di fatto, la necessità di sospendere i lavori.

Risposte ancora dal Comune non ne sono arrivate, ma sono quanto mai necessarie. Così come l’apprezzamento della disponibilità di un cittadino che non ha avuto esitazioni di fronte alla necessità di proteggere i gruccioni. Cosa che purtroppo, a Ciano, non si è verificata. E, sul punto, Boiardi commenta: «Le istituzioni chiedono ai privati di essere ligi alle regole, ma a volte sono i primi a disattenderle...». —

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