Ponte Veggia, forse già lunedì sarà pronto il primo progetto

Ponte della Veggia che collega Casalgrande a Sassuolo

Casalgrande, corsa contro il tempo per sistemare l’infrastruttura. Zanni: «Faremo tutto ciò che è possibile»

CASALGRANDE. Dovrebbe arrivare lunedì il primo progetto di intervento per il ponte di Veggia, lo storico collegamento sul fiume Secchia di proprietà dei Comuni di Casalgrande e Sassuolo, su cui transita anche la linea ferroviaria Reggio-Sassuolo. Per decenni principale passaggio fra il versante reggiano e modenese, ancora oggi è molto usato. Negli anni scorsi sono stati segnalati diversi cedimenti e diversi problemi, che hanno portato a verifiche approfondite e al blocco del transito dei mezzi pesanti. L’intervento di sistemazione ha costi elevati anche se ancora poco delineati, comunque nell’ordine di milioni di euro. Cifre che difficilmente i due Comuni potrebbero garantire senza l’intervento di altri enti.

Vi è poi un tema di competenze: la proprietà del ponte è dei Comuni, la strada è provinciale e la ferrovia è regionale. I timori degli amministratori pubblici riguardano soprattutto l’autunno, quando con la ripresa delle scuole e il ritorno dalle ferie, il traffico tornerà ad essere massiccio nel comprensorio ceramico. Gli istituti superiori di Sassuolo hanno fra gli iscritti molti studenti dell’Appennino reggiano e modenese e dei paesi reggiani sul Secchia, e per tutti loro i ponti di Veggia e quello principale di via Radici in Monte sono il principale accesso alla città. Se tutti i mezzi pubblici e le auto dovranno passare dal pontile principale, unendosi a camion e pendolari, le sofferenze appaiono inevitabili. Per questo, si cerca un’accelerazione.


Nei giorni scorsi si erano attivati due parlamentari reggiani, Davide Zanichelli dei 5 Stelle e Andrea Rossi del Pd. A parlarne ora è Giorgio Zanni, coinvolto sia come presidente della Provincia che come sindaco di Castellarano, a pochi km dalla Veggia. Viste le difficoltà di Casalgrande e Sassuolo ad affrontare in autonomia le spese necessarie per tornare a un pieno utilizzo, Zanni annuncia la «piena ed immediata disponibilità della Provincia a mettere in campo risorse tecniche, economiche per quanto nelle nostre risicate disponibilità, e soprattutto il nostro appoggio e la nostra azione politico-amministrativa per interloquire subito con Regione e ministero nel chiedere ulteriore sostegno ai due Comuni».

In questo quadro, la priorità è «avere subito un progetto dai tecnici già incaricati dai due Comuni. Al momento in cui siamo stati informati vi erano studi preliminari con ipotesi ancora da definire, sia a livello tecnico che economico. Senza ciò è evidente che non si possa procedere con richieste di aiuti e contributi economici verso gli enti sovraordinati».

È necessaria quindi una proposta concreta da mettere sul tavolo: «Il progetto ora è la questione dirimente, senza quello nulla può partire. Abbiamo appreso positivamente che lunedì prossimo i due comuni potrebbero essere in grado di presentare ipotesi progettuali più definite. Lo auspichiamo fortemente proprio per proseguire il percorso di sostegno manifestato loro da subito», ribadisce Zanni. La speranza è che «lunedì sia la volta buona. Se sono in difficoltà, per quanto ci riguarda, è stato giusto dare loro pieno supporto nell'interesse delle nostre comunità». Nei giorni scorsi, Rossi ha consegnato un dossier a Salvatore Margiotta, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e a breve dovrebbe arrivare la convocazione per un incontro con gli enti locali.