Ritornano i “Cittadini di viale Umberto I” e segnano gli alberi sani da non abbattere

Reggio Emilia, oltre cento persone hanno manifestato contro il Comune: «Dovevamo decidere insieme ma non ci hanno convocato» 

REGGIO EMILIA. I “Cittadini per viale Umberto I” hanno rinnovato sabato mattina la protesta per la minaccia che, a loro parere, incombe ancora sugli alberi di questo storico stradone. Più di cento persone hanno manifestato a tale scopo all'incrocio con via Urceo Codro, in prossimità della scuola elementare Matilde di Canossa. Avevano invitato anche il sindaco e Carlotta Bonvicini, assessore all'Ambiente, ma nessuno dei due s'è presentato.



Lo scorso 27 aprile il consiglio comunale, riunito in videoconferenza, aveva approvato all'unanimità la loro mozione, che chiede il censimento e la numerazione delle piante esistenti per indicare con precisione quelle da salvare e quelle da sacrificare alla realizzazione della Passeggiata Estense. I cittadini si aspettavano di potere controllare tale operazione, ma, a quanto pare, il Comune sta procedendo senza neppure informarli e il prossimo 18 luglio comunicherà la sentenza relativa agli alberi da eliminare.

«L’accordo – spiega il loro portavoce Francesco Fantuzzi – era che ogni passo sarebbe stato concordato con noi. Invece abbiamo saputo che, contrariamente agli impegni presi, il Comune ha già contattato l’agronomo di Ferrara a cui era stato affidato l’incarico della perizia tecnica, ma non ce n’è stata data alcuna informazione. È una notizia inquietante. Ora cercheremo di capire perché non siamo stati convocati e coinvolti nell’incontro con l’agronomo, la cui perizia sarà fondamentale per stabilire quali piante si possano tagliare. In dicembre erano già stati individuati 75 alberi “non passibili di abbattimento, essendo in condizioni tali da essere conservati”. I cittadini si appellano a quella valutazione affinché non siano condannati altri tigli, oltre a quelli già riscontrati in precarie condizioni di salute o posizionati dove impedirebbero il riassetto viario».

Perciò ieri mattina hanno accuratamente segnato, numerandole, le piante individuate in dicembre: «Il Comune – accusano – aveva promesso di farlo, ma non ha mantenuto l’impegno. Quindi noi stessi abbiamo scoperto e indicato tali esemplari non passibili di abbattimento, come chiaramente rilevato nella perizia agronomica dello scorso dicembre».

Si è rotto, a loro parere, quel rapporto di fiducia che pareva essere stato instaurato due mesi fa. «La questione – sottolineano – è grave. Non solo non siamo stati resi edotti del rinnovo della Consulta verde (notizia appresa dalla stampa), ma è chiaro che, da ora in avanti, non potremo più fidarci delle promesse di un’amministrazione comunale come al solito sorda e autoreferenziale, che blatera di partecipazione senza poi saperla attuare».

Rimane, alla base della loro mobilitazione, il rifiuto dell’intervento facente parte del progetto Ducato Estense, che a loro avviso altererebbe per sempre questo luogo così caro ai reggiani.

Lo contestano anche sul piano storico, negando che il viale Umberto primo fosse davvero il percorso privilegiato dalle fastose carrozze dei nobili reggiani, benchè questi nel Settecento vi dovessero passare per dirigersi alla Reggia di Rivalta: «Il professor Angelo Spaggiari della Deputazione di Storia patria – dicono – ci ha confermato che la passeggiata estense è un falso storico». —