Alta velocità a Parma, la Camera boccia l’emendamento presentato dalla Lega

Stop alla richiesta del Carroccio. Ma l’assessore parmigiano Alinovi insiste: «La sola Mediopadana è insufficiente»

REGGIO EMILIA. S’allontana dall’orizzonte la proposta di una stazione dell'Alta Velocità a Parma, che rischierebbe di sottrarre passeggeri e treni alla Mediopadana. Se n’era fatta portavoce la deputata parmigiana Laura Cavandoli della Lega, con l’appoggio esplicito del leader Matteo Salvini, tramite un emendamento al decreto Rilancio, sul quale però lunedì è stato espresso parere negativo, in sede di Commissione Bilancio, dal relatore della legge, il pentastellato Carmelo Massimo Misiti.

La bocciatura, non ancora definitiva, non scoraggia i cugini d’oltre Enza, che insistono nel proporre una propria fermata sulla linea Tav in prossimità delle Fiere. La nostra città vinse la partita nel 2008, facendosi assegnare dal governo presieduto da Romano Prodi l’unico scalo sulla linea ad alta velocità fra Milano e Bologna.


Nel 2013 toccò poi all’ex-sindaco Graziano Delrio, allora ministro per gli Affari regionali, inaugurare la stazione progettata dall'architetto Santiago Calatrava. I parmigiani, però, non si sono mai rassegnati ed ora fanno leva sullo stesso straordinario successo della Mediopadana per sostenere la necessità di un'altra fermata capace di rispondere all’eccesso di domanda che Reggio non sarebbe in grado di soddisfare. La questione va al di là degli schieramenti politici.

Su di essa a Parma il sindaco Federico Pizzarotti aveva raccolto il consenso di tutti i gruppi consiliari. Lo stesso Stefano Bonaccini, presidente della Regione, aveva lasciato intendere la disponibilità della Regione a sostenere il progetto parmigiano, sul quale convergeva la piacentina Paola De Micheli, ministra Pd alle Infrastrutture.

Viceversa a Reggio anche il centrodestra esprime riserve sulla fermata a Parma. La maggior parte degli esponenti politici si allinea con il sindaco Luca Vecchi nel proporre soluzioni complementari per le due città che, anzichè farsi concorrenza, dovrebbero valorizzare a reciproco vantaggio i propri punti forza per contribuire a rafforzare il sistema dei trasporti regionale: mentre Reggio si concentra sulla Mediopadana, Parma può puntare sul potenziamento dell’aeroporto e sul raddoppio della linea ferroviaria che la collega a La Spezia.

«Aumentare le fermate – obietta Ottavia Soncini, consigliera regionale del Pd – aumenta i tempi di percorrenza, allontanando l’Emilia-Romagna da Napoli, Roma, Milano e (in futuro) dall’Europa. Consideriamo la Mediopadana un hub emiliano che non appartiene solo a Reggio Emilia».

Tuttavia l'assessore parmigiano Michele Alinovi insiste sulla fermata alle Fiere: «Nei giorni scorsi – riferisce – vi è stato un confronto ad ampio raggio con la segreteria tecnica del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola de Micheli e con Rete ferroviaria italiana. L’obiettivo è migliorare drasticamente l'accesso al servizio ferroviario ad alta velocità per il territorio di Parma, perché solo la Mediopadana così come è oggi non è sufficiente, in quanto nel giro di quattro o cinque anni, con questo ritmo di crescita, arriverà a saturazione. Già oggi vi si fermano su due binari 75 treni al giorno, uno ogni 15 minuti, e cresce del 20% all’anno».

Alinovi sottolinea che il 75% di chi arriva alla Mediopadana ha come destinazione Reggio Emilia e solo il 5%, corrispondente a 75mila passeggeri all’anno, è diretto a Parma. Ne deriva, a suo parere, l’utilità della nuova stazione, che lavorerebbe in sinergia con la Mediopadana alternando le fermate nelle due città.

«Essa – spiega – risponderebbe una fetta di mercato non coperta dalla Mediopadana e ovvierebbe alla sua prevedibile saturazione. Di fatto non sottrarrebbe passeggeri a Reggio, ma darebbe una risposta alla richiesta di trasporto che la Mediopadana non soddisfa».