Il polo universitario nell’ex Seminario pronto per il patrono

Reggio Emilia, tempi di consegna rispettati: il 24 novembre l’inaugurazione. Il cantiere è quasi concluso, mancano solo arredi e laboratori 

REGGIO EMILIA. Fra cinque mesi, esattamente il 24 novembre, festa del patrono della città, l’ormai ex Seminario vescovile sarà inaugurato e consegnato all’ateneo di Modena e Reggio Emilia, così da diventare il terzo polo accademico reggiano. La speranza, quasi un sogno, sta dunque diventano realtà.

Dentro il cantiere del seminario, ecco come diventerà la nuova sede universitaria di Reggio Emilia



“Questo edificio – è scritto in una lapide posta nel salone d’ingresso – accoglie e plasma le giovani generazioni”. La nota parla poi di clero diocesano, ma fra poco sarà aperto a Unimore e quindi a migliaia di studenti. Ci sono ancora le impalcature che abbracciano la struttura ma i lavori più importanti sono fatti e presto potranno essere inseriti arredi e tecnologie per docenti e iscritti del dipartimento dell’area umanistica ed educazione, insieme al centro E-learning.

I tempi della consegna sono stati confermati ieri ai partecipanti di un significativo incontro che ha accomunato ideatori, promotori ed esecutori del progetto e ha consentito di verificare come, malgrado la pausa forzata dovuta alla pandemia, ormai ci si avvii alle battute conclusive. Corale la soddisfazione e comprensibili i complimenti del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, per un progetto destinato a garantire un ulteriore impulso alla nostra città, a conferma dell’eccezionale dinamismo della gente reggiana. Fra gli invitati Romano Sassatelli della Fondazione Manodori, Stefano Landi della Camera di commercio, Giovanni Verzellesi, pro rettore reggiano, Mauro Macchiaverna di Unindustria oltre ad architetti e ingegneri esecutori dell’opera.

Visibilmente appagato il vescovo Massimo Camisasca che aveva aperto al sindaco Luca Vecchi, circa cinque anni fa, la disponibilità all’uso del complesso. Piacevolmente convinto il rettore Carlo Adolfo Porro, che ha verificato lo stato dei lavori e constatato la disponibilità di nuovi spazi sufficienti ad accogliere migliaia di studenti (per ora centinaia ma si prospetta possano diventare quasi tremila).

Palese inoltre la gioia dell’architetto Mauro Severi, che presiede il comitato Reggio città universitaria, al quale hanno fatto riferimento tutte le donazioni di istituzioni, enti e organizzazioni pubbliche e private.

È grazie a loro che il 29 aprile del 2019 – altra data significativa perché coincide con la pluricentenaria festa del Miracolo della Madonna della Ghiara – è stato aperto il cantiere di quello che in effetti sembra essere un altro “miracolo”, in chiave moderna.

«Un fatto come questo – ha ammesso aprendo i lavori il vescovo – fa sentire anche me, nato a Milano e vissuto a Roma, pienamente reggiano. Durante il mio episcopato ci sono state una crisi economica e ora quella sanitaria, ma noi reggiani ce l’abbiamo fatta e ridaremo vita a uno spazio da lungo tempo disabitato. La collaborazione fra pubblico e privato e la generosità di tanti sono stati ispirati dal Cielo. Il 21 novembre consegnerò all’ateneo l’intero complesso; due giorni dopo ringrazierò il Signore con i Vespri nella Cappella dell’edificio e il 24 novembre, festa di San Prospero, ci sarà l’inaugurazione ufficiale».

Plaude al progetto e a quanto fatto anche il presidente della Regione: «Una caparbietà che vi fa onore – le parole di Stefano Bonaccini – che può essere portata a esempio nei piani di investimento pubblico. Qui si vedono anche i frutti del nostro sostegno (500mila euro) e si capisce come operi una comunità che nell’area mediopadana garantisce occupazione a tanta gente. L’area di Modena e Reggio Emilia può essere considerata una concattedrale del lavoro. Questa idea garantisce rigenerazione urbana, sostegno ambientale, investimento nei saperi. A breve nella nostra Regione arriveranno supercomputer che eleveranno ulteriormente la vitalità ed il sapere».

Bonaccini non ha poi escluso la possibilità di garantire altri sostegni regionali all’iniziativa diocesano-accademica reggiana.

«Era un impegno assunto con la città e il cantiere ha mantenuto i tempi promessi – ha esordito il sindaco Luca Vecchi – si tratta dell’ennesima prova tangibile della serietà della collettiva reggiana. Senza lanciare slogan ma operando con tenacia stiamo arrivando al traguardo concordato. Viene rigenerato un palazzo di rilevanza architettonica e la sua disponibilità all’educazione universitaria accomuna il passato con il futuro. Reggio Emilia viaggia verso gli 11mila studenti e quando quasi 2.000 saranno qua ne guadagnerà anche la vita del centro storico, che si trova qui accanto». —