Contenuto riservato agli abbonati

Reggio Emilia, vacanze nel giardino di casa boom di piscine da cortile

Nel Reggiano stanno andando a ruba anche gli ombrelloni e le sdraio. Un commerciante di Gualtieri: «In pochi giorni dopo il lockdown venduto tutto»

REGGIO EMILIA. Venerdì mattina al Magazzino al Rusticone di Santa Vittoria di Gualtieri un cliente chiedeva informazioni per la consegna e il montaggio di una piscina fuori terra. Per il titolare Paolo Carnevali si tratta di una richiesta molto comune di questi tempi. Da quando siamo piombati nella pandemia da Covid-19, le richieste di questi prodotti sono letteralmente esplose, tanto che sui siti di e-commerce in certi periodi la disponibilità è finita. «Rispetto all’anno scorso abbiamo un aumento del 100% delle vendite», stima Carnevali.

Un dato in linea con quello che succede nel resto della Penisola.


La rivendita di Santa Vittoria offre piscine con misure a partire da 540x264 centimetri, fino a quelle più grandi di 785x370 centimetri. «Prodotti italiani, non cinesi – puntualizza – che durano fino a 15 anni». Per queste dimensioni si spende circa 1600-1700 euro (naturalmente molto meno rispetto alle strutture interrate che rappresentavano l’unica soluzione nei decenni passati). Non sono solo le piscine ad andare a ruba (talmente tanto al punto che aziende e negozi fanno fatica a stare dietro alla domanda). «Stiamo vendendo benissimo anche gli ombrelloni – spiega Carnevali – Se prima per venderne una decina ci mettevo un anno, adesso in pochi giorni sono esauriti. Stesso discorso per le sdraio».

Nel periodo del lockdown i reggiani hanno trasformato i balconi e qualsiasi metro quadrato all’aperto in luoghi di relax. Le ragioni del boom delle piscine sono molte. La pandemia ha messo una grossa incognita sulle ferie degli italiani, anche se il desiderio di staccare è forte.

Molti lavoratori hanno consumato i giorni di ferie durante la chiusura forzata delle aziende per evitare la cassa integrazione. La crisi, inoltre, ha ridotto e ridurrà le disponibilità economiche di tante famiglie.

Da non sottovalutare nemmeno la paura del contagio e di possibili nuove restrizioni, che potrebbero far saltare i piani di agosto. A maggio, inoltre, non era nemmeno noto se i centri estivi per i bambini e le piscine pubbliche avrebbero riaperto. Tutte le considerazioni elencate hanno spinto i consumi in nuove direzioni.

Per alcuni commercianti questo boom è una boccata d’ossigeno, dato che la chiusura prolungata dei negozi ha comportato perdite economiche rilevanti.

Il Magazzino al Rusticone, ad esempio, vende anche numerosissimi altri articoli (carrozzine, passeggini, giocattoli, seggiolini…) che sono stati invece colpiti dalla crisi. «Molti commercianti faranno fatica a restare aperti – dice Carnevali – La grande preoccupazione riguarda soprattutto una seconda possibile ondata di contagi, che nel caso sarebbe una mazzata anche per noi».

La speranza è che i mesi passati restino soltanto una parentesi, drammatica, e questi scenari non si ripetano. Nel frattempo, nell’estate che si annuncia all’insegna di un turismo di prossimità, il giardino di casa sarà per tanti il primo luogo deputato al relax, molto di più degli anni passati.

La tendenza che riguarda le piscine si ripercuote anche nella scelta degli appartamenti per le ferie in Italia. Le case dotate di piscina sono infatti le più ricercate sui siti specializzati negli affitti, segno che anche lontani da casa gli italiani cercheranno di mantenere le distanze il più possibile. Lo choc di questi mesi non è destinato ad essere dimenticato dalla sera alla mattina e del resto non sarebbe nemmeno prudente farlo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA