Se Micio fa pipì in giro forse ha un problema


Leo è un bellissimo gatto rosso, un micione di sette chilogrammi di muscoli, pelo folto, occhi ambrati, una grande dolcezza e purtroppo un piccolo difetto: anziché fare la pipì nella cassetta sporca su divani, tappeti e cuscini, mettendo in crisi la proprietaria combattuta tra l’amore e l’esasperazione.

In questo momento non ho una diagnosi preconfezionata, da internet, cioè eliminazione inappropriata uguale a stress o cistite, perché per fare una diagnosi corretta devo indagare non solo le cause comportamentali ma anche quelle fisiche. Uno dei tanti fattori scatenanti l’eliminazione fuori dalla cassetta è la presenza in vescica di struvite, cioè cristalli di ammonio, fosfato e magnesio, più frequente nei gatti maschi che hanno l’uretra più stretta e lunga rispetto alle femmine e nei soggetti con un ph urinario tendente all’alcalino. I sintomi sono quelli della cistite batterica, anche se spesso l’urina è sterile, cioè urinazione frequente e con difficoltà, a volte presenza di sangue, pulizia continua dei genitali. Nei casi più gravi, se l’ostruzione parziale o totale dell’uretra non viene risolta in 36-48 ore il gatto diventa sempre più debole e inappetente, poi subentrano crisi di vomito, collasso, ipotermia e bradicardia e morte. La diagnosi è clinica, supportata dall’esame delle urine e da un’eco addome; la terapia sarà d’urgenza nel caso del gatto ostruito o preventiva nei soggetti solo con struvite, basata su una dieta specifica e integratori che il veterinario prescriverà in base alle caratteristiche del sedimento urinario. No al fai da te ma ricorrere al professionista, utilizzare alimenti di buona qualità e gli erogatori automatici di acqua con cui i gatti giocano bevendo molto di più rispetto alla classica ciotola. —

*Veterinario esperto in comportamento animale della Fnovi

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