Po, l’acqua c’è ma per soli venti giorni le criticità per la forte antropizzazione

Boretto, nuova riunione dell’Osservatorio dell’Autorità del distretto del Grande fiume che ha fatto il punto della situazione attuale

BORETTO. Le precipitazioni cadute nelle ultime due settimane hanno permesso ai bacini idrici del nord Italia di tirare un sospiro di sollievo. Al momento, per quanto riguarda l’area del Po, la criticità è definita “normale” e come tale non preoccupante, ma tra 20-25 giorni lo scenario potrebbe drasticamente cambiare. Questo il bilancio dell’incontro dell’Osservatorio permanente crisi idriche, organo dell’Autorità distrettuale del fiume Po-Ministero dell’Ambiente legittimato a raccogliere e comunicare lo scenario idrico complessivo per tutte le regioni del distretto (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Provincia Autonoma di Trento) che si è riunito ieri. Insieme alle varie Regioni, hanno preso parte alla tavola rotonda anche i quattro enti regolatori dei grandi laghi (Garda, Maggiore, Como e Iseo) Terna, Enel, A2A, Energia Futura, Anbi e Servizi Idrici.

La riunione dell'Osservatorio sul Po


«Dopo il periodo di sostanziale magra invernale e primaverile – ha spiegato il segretario generale dell’Autorità distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli – questa fase risulta beneficiare dell’apporto di precipitazioni abbastanza consistenti che ci consentono di guardare con sufficiente serenità fino alla fine del mese di giugno. Già il prossimo 9 luglio però terremo un altro incontro dell’Osservatorio per avere una situazione fedele agli eventi meteoclimatici che si alterneranno sul territorio in previsione della fase più delicata per la maturazione delle importanti colture del distretto».

Il mese di maggio, grazie alle precipitazioni cadute sul tutto il distretto, ha visto un netto miglioramento della situazione idrologica nel bacino del fiume Po, soprattutto se comparata a quella fotografata nel mese precedente.
La portata attuale alla sezione di chiusura dell’intero bacino a Pontelagoscuro è di 1.959 metri cubi, in linea con la media del periodo. Attualmente le piogge cadute nei giorni scorsi hanno innalzato i livelli su tutte le sezioni rilevate: tuttavia, data la forte antropizzazione del territorio e il carattere temporalesco dei rovesci, unito ai suoli resi meno permeabili dal vento e dalle temperature estive che hanno insistito sul distretto, tali livelli tenderanno ad un lento esaurimento in circa 20 giorni.

Le piogge (allineate con le medie di un mese piovoso come maggio) che nella parte occidentale del distretto del Po sono risultate addirittura superiori e la fusione del manto nevoso alpino dovuta alle temperature miti, hanno aumentato la quantità di acqua stoccata nei grandi laghi (Maggiore +113%, Garda +94%), tutti superiori alle medie di periodo ed anche nei bacini montani. Situazione leggermente meno rosea nella parte appenninica e costiera del bacino, dove l’assenza di neve, temperature e precipitazioni più scarse confermano il trend dovuto al periodo estivo di esaurimento più rapido delle risorsa idrica. Pertanto lo stato attuale della severità globale (viste tutte le componenti analizzate ed elaborate dallo staff tecnico del distretto) si attesta su un livello di criticità che rientra nella norma e con una incidenza delle riserve idriche in grado di garantire un soddisfacimento del fabbisogno per i prossimi 20-25 giorni.