«Agli assistenti sociali io farei come Hitler con gli ebrei»: divieto di avvicinamento per un 50enne

All'uomo tre anni fa erano stati tolti i figli minori, da quel momento è iniziato l'incubo per le cinque donne pedinate e prese di mira anche sui profili social

APPENNINO REGGIANO. Messaggi intimidatori molto gravi, anche sui profili Facebook, rivolte da un padre a quattro operatrici e alla dirigente del servizio sociale: duravano da circa tre anni e avevano reso impossibile la vita delle cinque donne, sottoposte a un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità. Per questo un uomo di 50 anni è stato denunciato e il magistrato gli ha imposto il divieto di avvicinamento. Il provvedimento, di natura cautelare, richiesto dalla procura reggiana e ottenuto dal tribunale, è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Castelnovo Monti.
 
Il 50enne scriveva sui social frasi come ad esempio «agli assistenti sociali io farei come Hitler con gli ebrei» (riferito ad una foto ritraente della legna da ardere), «Mi chiamo Attila e mi nutro solamente di assistenti sociali, aiutatemi» , «Lo so assistenti sociali e un po’ verde... certo brucerete meglio voi... chi di spada ferisce di inceneritore perisce» etc… Social usato per molestare e minacciare le vittime anche nei rispettivi profili delle operatrice dove pubblicava foto e frasi moleste e dal contenuto minaccioso. 
 
Il motivo della condotta? L’uomo non concordava con le decisioni assunte dalle operatrici del servizio sociale a cui, a seguito della separazione, erano stati affidati i figli minori. Dunque ha tenuto una serie di reiterate condotte moleste, denigratorie e minacciose nei confronti delle stesse 4 operatrici e della responsabile del servizio sociale di un comune dell’Appennino reggiano, di cui volutamente non viene diffuso il nome per tutelare i minori coinvolti nella vicenda e le stesse vittime dello stalker.
 
Gravi episodi persecutori quelli subiti dalle assistenti sociali per i quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Castelnovo Monti hanno denunciato il 50enne reggiano accusato dei reati di atti persecutori continuati, resistenza a pubblico ufficiale e diffamazione. 
 
Il sostituto titolare dell'inchiesta, condividendo con le risultanze investigative ha richiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia, l'applicazione nei confronti dell’uomo della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime e alla sede dei servizi sociali prescrivendogli il divietò di comunicare con qualsiasi mezzo con le parti offese.
 
Provvedimento di natura cautelare che ieri è stato eseguito dai carabinieri che hanno condotto le indagini. Le vittime dal 2017 erano perseguitate e sottoposte a continue condotte moleste e diffamanti che le vedevano essere denigrate e minacciate anche a mezzo dei rispettivi profili social Facebook. Condotte persecutorie, stando al capo di imputazione del provvedimento cautelare eseguito dai carabinieri, consistenti in reiterate manifestazioni minacciose e moleste come ad esempio nel presentarsi ad ogni ora e senza preavviso alcuno presso la sede dei servizi sociali, richiedendo di interloquire con le operatrici, nel registrare gli incontri protetti con le operatrici, nel pretendere che a tali incontri intervenissero i carabinieri, nel pretendere che le operatrici svolgessero indagini sul conto dell’ex moglie nelle modalità da lui indicate arrivando anche a minacciare e denigrare le operatrici mediante scritte sul proprio profilo Facebook. 
 
Condotte che hanno cagionate alle vittime un grave e perdurante stato d’ansia nonché un mutamento delle loro abitudini di vita e di lavoro consistite nell’evitare di stare sole in ufficio, nel chiudere a chiave la porta degli uffici, nell’installare all’esterno degli uffici un video-citofono etc... Gravi episodi quelli denunciati dalle operatrici sociali e dalla responsabile del servizio riscontati dagli stessi militari in forza alla stazione di Castelnovo Monti che hanno condotto le indagini. Ora il provvedimento a carico del 50enne per porre fine alle vessazioni.