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Asp-Città delle Persone, il Comune di Reggio Emilia chiamato a ripianare un buco a bilancio da 525mila euro

Presentata la proposta di consuntivo 2019: «L’evoluzione della gestione, mai come quest’anno, si presenta incerta»

REGGIO EMILIA.

«Si propone all’assemblea dei soci che la copertura della perdita dell’esercizio 2019, dell’importo di euro 525.929,45 (euro 525.929 valore arrotondato) avvenga utilizzando le voci di Patrimonio netto (utili portati a nuovo) fino a concorrenza delle relative disponibilità pari a euro 974,93 e, per la restante parte, pari ad euro 524.954,52 sia a posta a carico dei soci ed in specifico del socio di maggioranza Comune di Reggio Emilia». È quanto si legge nella “Relazione della Gestione” dell’Asp-Città delle persone, documento di accompagnamento della proposta di consuntivo 2019 della partecipata del Comune, che gestisce in città il sistema delle Rsa. La proposta è stata deliberata il 28 maggio dal cda dell’Asp, composto dal presidente Raffaele Leoni e dalla vicepresidente Giuseppina Parisi, alla presenza della direttrice, Maria Teresa Guarnieri, e della segretaria, Anna Maria Lacala.



Organizzazione, logistica, patrimonio, servizi, relazioni sindacali. Sono alcuni argomenti affrontati nel documento, composto da 73 pagine e allegato al bilancio insieme a una corposa “Nota Integrativa”, mettendo in evidenza le difficoltà di sostenibilità economica dell’azienda, travolta dall’emergenza Coronavirus nel mezzo di una riorganizzazione interrotta proprio per la pandemia.

All’emergenza sono dedicati ampi cenni, rilevando che «l’evoluzione della gestione, mai come quest’anno, si presenta incerta e di difficile prevedibilità». Ma è sulla sostenibilità economica che si rilevano difficoltà strutturali, nonostante nel documento si faccia presente che sono state intraprese tutte le strade per trovare soluzioni: «Se nel 2018 – si legge – grazie a un contributo del Comune di 500.00 euro, era stato possibile garantire una chiusura a sostanziale pareggio dell’esercizio, riuscendo a far fronte ai maggiori oneri contrattuali da riconoscere al personale, al maggior tasso di assenze del personale stesso e alla crescita del personale inidoneo, per l’esercizio 2019, il contributo necessario stimato in bilancio di previsione era di 1 milione di euro. L’esercizio si è chiuso con una perdita ulteriore di 525.929 euro».

Di qui la necessità di chiamare in soccorso il Comune. Ma quali voci incidono sulla perdita? «Pesano su Città delle persone”, come sul sistema più complessivo delle Asp – si legge nella Relazione, che affronta anche gli scostamenti fra quanto preventivato e quanto finito a consuntivo – Il peso dell’Irap, solo parzialmente attenuato con i provvedimenti della Regione di compensazione del carico fiscale con uno specifico incremento tariffario riconosciuto ai gestori pubblici per i soli servizi accreditati; la costante crescita di personale con inidoneità fisiche allo svolgimento delle mansioni; l’elevato tasso di assenza del personale, ben superiore agli standard considerati dalla Regione come riferimento per remunerare i servizi (in Asp peraltro si sono registrati negli ultimi anni dati in costante crescita); il blocco sostanziale delle tariffe e delle rette; la dinamica sostanzialmente stabile nel tempo del valore del case mix annuale che definisce il livello di remunerazione dei servizi, nonostante l’aumento della gravità delle condizioni sanitarie degli ospiti e del carico assistenziale nei servizi per anziani e disabili».

Non solo. «A tutto ciò – si legge – si sono aggiunti nel 2018, e per il 2019 sono stati a regime tutto l’anno, i maggiori oneri derivanti dal rinnovo del contratto per il personale, solo parzialmente compensati da maggiori incrementi delle tariffe dei servizi e da un adeguamento del tutto parziale della remunerazione dei servizi accreditati finanziati con risorse del Frna (Fondo regionale per la non autosufficienza, ndr), insufficiente a coprire i costi sostenuti a tale titolo». —

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