Macachi, via libera alla sperimentazione: il neuroscienziato Bonini riceve minacce

Il progetto di ricerca, che riguarda la cecità, era stato fermato dal Consiglio di Stato. Ora c’è l’ok da parte del Tar

SCANDIANO. C’è anche un docente scandianese, nativo e residente a Ventoso, tra i ricercatori che si occupano del progetto di ricerca sulla cecità umana che prevede sperimentazioni sui macachi.

Luca Bonini, 41 anni, professore di neuroscienze e psicobiologia animale all’Università di Parma, un anno fa era finito nel mirino degli ambientalisti, che gli avevano messo striscioni minacciosi sotto il cancello di casa. Il ricercatore aveva anche ricevuto messaggi minacciosi attraverso la sua email e il suo profilo Facebook.


A fermare Bonini, che aveva incassato la solidarietà del mondo scientifico e di molti non vedenti, non erano state le minacce, ma una sentenza del Consiglio di Stato che a gennaio aveva bloccato la sperimentazione. È di qualche giorno fa la notizia che il Tar del Lazio ha ridato il via libera alla ricerca sui macachi.

La sperimentazione, denominata “Light up”, è stata avviata congiuntamente dalle Università di Parma (dove Bonini è responsabile del progetto) e Torino.

la ricerca

I ricercatori utilizzano sei macachi, che vivono nei laboratori dell’Università di Parma.

Luca Bonini spiega che «la ricerca si è concentra sulla perdita della vista dopo ischemia, emorragia celebrale, danni traumatici. In Italia stimiamo siano circa 200.000 le persone affette da deficit visivi di questo tipo. La valenza scientifica delle nostre ricerche è attestata dal fatto che sono finanziate con due milioni di euro dall’Unione europea. La sperimentazione sugli animali è vietata ogniqualvolta esistano validi metodi alternativi, ma nel nostro caso non abbiamo alternativa, in questo momento usare i macachi è indispensabile. La normativa sull’uso degli animali a fini scientifici, già rigida a livello europeo, è stata ulteriormente ristretta a livello italiano. Oggi le leggi impongono di usare tutti gli strumenti medici e veterinari per evitare qualsiasi inutile sofferenza agli animali da laboratorio. Noi ci atteniamo a tutte queste disposizioni».

le minacce

Nonostante questo, Bonini era finito nel mirino di quegli ambientalisti che esprimono una ferma contrarietà sull’uso degli animali per qualsiasi sperimentazione. Si tratta di una vicenda che è rimbalzata sui social, con manifestazioni ambientaliste a Parma lo scorso luglio e settembre, incontri ai ministeri della salute e della ricerca, e tanto clamore mediatico. A seguito delle minacce ricevute, il docente scandianese, per tutelare la sicurezza della sua vita privata (è sposato con la novellarese Erica Santelli, con cui ha una figlia di sei anni) ha fatto installare telecamere di sorveglianza nella sua abitazione, e ha sporto denuncia alla Procura, da cui sono partite delle indagini. Anche le forze dell’ordine effettuano controlli nei pressi della residenza di Bonini. A fermare la sperimentazione a gennaio era stata una sentenza del Consiglio di Stato, a seguito di una azione giudiziaria da parte della Lega antivivisezione (Lav). È di qualche giorno fa la notizia che il Tar del Lazio ha ridato il via libera all’utilizzo dei macachi come cavie per la ricerca sulla cecità umana. Questo è, al momento, l’ultimo atto, anche se la Lav ha annunciato un ulteriore ricorso per fermare la ricerca. «Con questa sentenza – commenta Bonini – possiamo ricominciare la sperimentazione. Spero che questa sentenza diventi un simbolo del valore della ricerca scientifica, che deve sempre procedere con gli strumenti migliori, inclusa, quando è inevitabile, la sperimentazione animale». —


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