È scontro sulla piscina chiusa «Non si poteva fare di più?»

L’opposizione di Mara Bertoldi accusa la giunta di non aver fatto abbastanza Il sindaco chiarisce iter e ritardi da Covid: «Voi non potevate progettare meglio?»

Elisa Pederzoli

BAGNOLO


Una cosa è certa: la piscina di Bagnolo, dove sono in corso importanti lavori di messa a norma e riqualificazione, per questa estate non riaprirà. L’altra, altrettanto certa, è che il dibattito politico in paese – dove chi guidava il Comune fino a un anno fa è finito all’opposizione – resta particolarmente vivace. Ma a ruoli invertiti.

Sì, perché Bagnolo Bene Comune – capolista Mara Bertoldi, ex vicesindaco – sulla struttura torna alla carica. In disaccordo con la decisione dell’amministrazione di non provare a riaprire, scrive in una nota: «Non è una buona notizia, particolarmente nel periodo che stiamo vivendo psicologicamente, socialmente ed economicamente pesante per tutti i cittadini». E, «prima di esprimere una valutazione complessiva sulla vicenda», pone alcune domande: «È stato fatto davvero, fino in fondo, tutto ciò che era possibile per non privare la comunità bagnolese di questo importante servizio? Oppure si è valutato che fosse improbabile l’autorizzazione alla apertura delle piscine, quindi inutile una sollecita conclusione dei lavori? Al netto del “rallentamento per basse temperature” nel mese di gennaio e della interruzione del cantiere per emergenza Covid ai primi di marzo, che cosa esattamente ha bloccato o ostacolato i lavori nel quadrimestre da settembre a dicembre 2019?». «Se i lavori di riqualificazione riguardavano principalmente gli spogliatoi, non erano ipotizzabili soluzioni provvisorie che, nel rispetto delle normative, potessero consentire comunque una riapertura? – chiedono – Esistevano altri interventi immediatamente indispensabili e strutturalmente impossibili da portare a termine? Quale necessità inderogabile aveva la variante di modifica dei lavori approvata in pieno appalto? Quali costi e quali tempi aggiuntivi ha comportato?».

la replica

«L’anno scorso, abbiamo fatto i salti mortali per aprire a luglio – puntualizza Gianluca Paoli – sapendo che il primo stralcio sarebbe stato finito. Quest’anno, come possiamo aprire senza che i lavori sono finiti, con gli spogliatoi e la zona bar praticamente demolite? Per 4 anni, la precedente amministrazione ha speso 40mila euro l’anno per far ripartire la piscina e affidarla per la stagione. Una marea di soldi. L’anno scorso abbiamo dovuto fare così, prorogando al gestore uscente. Quest’anno quella procedura non la potremmo nemmeno fare e quella somma non sarebbe bastata per aprire solo per un mese». La replica del sindaco non tarda. Sul piatto c’è un progetto da 450mila euro, per metà finanziato dalla Regione, che è figlio della giunta Casali. «Ci abbiamo perso le notti per capire se ne valeva la pena, ho carte su carte per spiegarlo», puntualizza Paoli. E chiarisce: «La variante in corso che contestano dipende da lavori in più che sono stati fatti nel primo stralcio, quando sono emersi alcuni problemi. La liquidazione del primo stralcio è stata possibile solo a novembre, perché nel frattempo con la ditta esecutrice si è aperto un confronto. La stessa che poi non ha voluto fare il secondo stralcio. Gli stiamo stati col fiato sul collo tutto il tempo, abbiamo mandato mail, fatto ingiunzioni, tutto: ma cosa puoi fare quando una ditta non si presenta? E alla fine, quando il Consorzio ha trovato una nuova ditta per fare i lavori e il cantiere è partito era il 5 marzo. Dopo 3 giorni è scattato il lockdown...». La fine dei lavori è ipotizzabile al 31 luglio. «Ma nel frattempo, manca il gestore. L’emergenza ha bloccato tutte le gare. Ora come lo trovo un gestore che a lavori neanche finiti si faccia avanti e che riapra per un solo mese con tutte le norme dovute al distanziamento?» chiede il sindaco. Che ha qualcosa da dire anche sul progetto figlio delle amministrazioni di cui faceva parte l’attuale capogruppo d’opposizione: «Mi trovo a gestire progetto non dico sbagliato, però per l’investimento che ha comportato andava pensato meglio, per aumentare l’attrattività della piscina. Si poteva pensare a una piscina coperta, a scivoli: abbiamo fatto valutare ad esperti ma intervenire ora avrebbe richiesto di demolire le opere appena rifatte... Quindi, chiedo a loro: ma voi avete fatto tutte le valutazioni per fare un progetto migliore?». —

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