Il lupo Ettore torna libero dopo 48 giorni di cure

È il primo esemplare ospitato dal Rifugio Matildico Chiapponi: «È corso via veloce, poi si è girato a guardarci»

SAN POLO D'ENZA

Il lupo Ettore, l’esemplare di circa due anni recuperato a Sant’Ilario dopo essere stato investito da un’auto, è guarito ed è tornato libero. E secondo i primi segnali che arrivano attraverso il radiocollare di cui è stato dotato e che registrano i suoi spostamenti, potrebbe essersi già ricongiunto con il suo branco, che in questo periodo è impegnato nella cura dei nuovi nati.


L’animale era stato investito in pieno lockdown in via Europa, una sera in cui probabilmente complice un periodo davvero inedito in cui le strade erano pressoché deserte e molti animali selvatici, con gli “umani” costretti a stare chiuse in casa, si sono avvicinati decisamente più del solito alle città.

«Lo davano per morto. Pensavo anche io che non ce l’avrebbe fatta. E invece ha avuto una ripresa incredibile». Così racconta l’incontro con Ettore Ivano Chiapponi, il patron del Rifugio Matildico. La struttura di Caverzana di San Polo ha avuto in cura il lupo per 48 giorni. Fino alla liberazione, avvenuta pochi giorni fa.

L’animale era stato investito da un’auto. Chi aveva chiesto aiuto a un veterinario quella sera aveva creduto di aver investito un cane. Invece, il primo veterinario che lo aveva visto aveva intuito da subito che poteva trattarsi di un lupo. Sul posto per il recupero, come avviene in questi casi, era stato fatto intervenire Chiapponi. Quindi, il lupo era stato trasferito nella clinica veterinaria Città di Bibbiano dove era stato sottoposto alle prime cure. «Era messo malissimo. Aveva un “gomito” fuori posto, si era strappato un tendine oltre ad altre varie ferite» racconta Chiapponi. Inoltre, l’animale era in pessime condizioni di salute: aveva la rogna e un quadro generale di grande fragilità. Tanto che chi lo ha raccolto ha pensato che se non fosse stato investito probabilmente libero in natura avrebbe avuto molte difficoltà.

«È stata dura perchè cercava sempre di strapparsi i punti e spesso in una ferita ci riusciva, così si doveva provvedere spesso alle medicazioni. Che voleva dire che bisognava sedarlo per riuscire a farlo» spiega Chiapponi. Ettore infatti è stato ospitato nel sistema di box che da tempo era stato preparato al rifugio in prospettiva di un futuro ricovero di un lupo, cosa che appunto si è realizzata in questi mesi. «Ha avuto una ripresa straordinaria, mai avrei pensato così rapidamente» conferma Chiapponi.

Ettore per fortuna in queste settimane ha ben reagito, ha mangiato. Ed è stato infine pronto per essere rimesso in libertà, dotato di radiocollare attraverso il quale gli studiosi del Wolf Apennine Centre continueranno a seguire lo a distanza. L’animale è stato caricato in sicurezza, quindi portato nella zona di liberazione considerata ottimale. «È uscito dalla gabbia e ha fatto 100 metri velocissimo. Poi si è girato, ci ha guardato ed è corso via. Un’emozione» confida Chiapponi. —


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