Come fare a destreggiarsi con il pelo del nostro micio

L’esperto

OLGA PATTACINI*


Non tutti i gatti fanno “miao” e nel nord Italia i gatti sono anche quei malloppi di polvere e peli, particolarmente presenti – anche nelle case più pulite – durante la stagione della muta.

Il mantello degli animali è formato da peli più lunghi di copertura e uno strato sottostante lanuginoso e corto – il sottopelo – con funzione da isolante, più o meno fitto in base alla razza e all’età. Due volte all’anno, al modificarsi del fotoperiodo, si ha la muta, più o meno intensa e veloce a seconda che il nostro peloso viva in casa o in giardino. La muta può durare anche 3-4 settimane e negli animali che vivono in casa praticamente tutto l’anno, ma in modo più accentuato in primavera ed autunno. Premesso che non si deve assolutamente – presi da una crisi di sconforto – portare il cane o il gatto da un toelettatore per farlo rasare a zero, perché il pelo, per quanto ci possa infastidire trovarlo dappertutto, ha un importante funzione di protezione della pelle e termica anche in estate, quello che possiamo fare è armarci di pazienza e spazzole e iniziare a togliere il più possibile il pelo morto per evitare che si aggrovigli formando nodi difficili da districare, soprattutto nelle zone di sfregamento come la faccia interna degli arti o dietro le orecchie e possano diventare talmente grandi e voluminosi da limitare il movimento. Appuntamenti di routine dal toelettatore e spazzolature quotidiane, quindi, soprattutto se il nostro amico è fornito di pelo lungo e folto, abituandolo fin da piccolo e tagliando i nodi con una forbice a punte arrotondate piuttosto che districarli a forza. La spazzolatura deve essere vissuta come un momento di relax per noi e per loro, pensando che tutto quello che gli tiriamo via non dovremo poi aspirarlo. —

*Medico veterinario esperto in comportamento animale della Fnovi

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