Sant’Ilario piange Anna Mazzali ex partigiana e insegnante

Figlia del sindaco della Liberazione, aveva quasi 92 anni Si laureò in Lingue. Premiata il 25 Aprile scorso dall’Anpi

SANT’ILARIO

È morta domenica Anna Mazzali, ultima donna partigiana di Sant’Ilario ancora vivente. Avrebbe compiuto 92 anni il mese prossimo. Era la figlia di Orlando Mazzali, vicesindaco nel 1920, nell’ultima amministrazione comunale socialista prima del fascismo. Orlando Mazzali venne poi eletto, nel 1945, sindaco della Liberazione.


Anna era cresciuta in una famiglia animata da un forte spirito antifascista. Nel 1944, all’età di 16 anni, entrò nella Resistenza assieme alla sorella maggiore Leda, svolgendo il compito di staffetta e mantenendo i collegamenti tra i gruppi partigiani di pianura. Nel corso della sua attività da staffetta Anna visse un episodio drammatico che ricordava spesso con amarezza. A raccontare la storia alla Gazzetta è suo nipote Mauro Poletti, che spiega: «Anna, assieme ad un’altra giovanissima staffetta, Lidia Greci, fu incaricata di condurre in montagna Elio Manzotti, un santilariese di 22 anni che voleva raggiungere le formazioni partigiane del nostro Appennino. I tre giovani percorsero in un giorno di dicembre, in bicicletta, le strada della Val d’Enza ma furono fermati ad un improvvisato posto di blocco tedesco a Ciano d’Enza. Furono per loro momenti di autentica paura. I tedeschi lasciarono passare le due ragazze, che dissero di essere dirette da un parente a Bazzano, mentre arrestarono Elio, in quanto renitente alla leva, sospettando la sua partecipazione alla Resistenza. Il giovane fu poi fucilato per rappresaglia il 24 dicembre a Vercallo di Casina assieme ad altri giovani catturati dai nazifascisti».

Dopo la guerra Anna Mazzali si laureò in lingue straniere e intraprese la carriera dell’insegnamento, prima alle scuole professionali a Sant’Ilario e poi alle scuole medie a Milano, dove si era trasferita assieme al marito Liano Fanti, che come lei fu un giovane partigiano santilariese.

Liano Fanti è stato poi giornalista, prima alla redazione reggiana dell’Unità con Alfredo Gianolio, poi, dopo i fatti d’Ungheria, è passato alla redazione milanese dell’Avanti. Nei decenni successivi ha pubblicato anche alcuni libri, tra cui “Una storia di campagna” sulla vicenda dei fratelli Cervi. Nel 2008 Anna Mazzali, assieme al marito, è tornata a Sant’Ilario, dove ha vissuto serenamente questi ultimi anni, attorniata dalla sorella e dai nipoti, ricevendo spesso la visita del figlio Aldo e della nuora Laura, rimasti a vivere a Milano.

Il 25 Aprile scorso l’amministrazione comunale e l’Anpi Sant’Ilario hanno consegnato ad Anna e Liano – così come agli altri tre partigiani santilariesi viventi – un attestato di riconoscimento per la loro attività resistenziale, in occasione del 75° anniversario della Liberazione. Per Anna è stato l’ultimo giorno felice: nel salotto di casa ha cantato assieme ai nipoti “Bella Ciao”, ricordando commossa quella stagione straordinaria di cui è stata protagonista.

Alberto Iotti, consigliere comunale, scrive di lei: «Ci ha lasciato Anna Mazzali, staffetta partigiana, insegnante che mi ha fatto imparare l’inglese. Ho un bellissimo ricordo di lei, riposa in pace». Tra i vari commenti in paese: «Donna colta ed elegante, si trovava anni fa nel mio bar con la Leda, la Norma e la Maria Cervi, tutte donne con un passato da antifasciste, sempre rispettose con tutti. Ero fiero di averle nel mio bar, me le sentivo tutte come mie zie». «Se n’è andata una Donna con la D maiuscola, mi dispiace tantissimo che Anna ci abbia lasciati. Eravamo tanto amici, una amicizia che veniva da molto lontano tra la sua famiglia e la mia, tra Orlando, primo sindaco del dopoguerra, e Vezio, mio padre presidente del Cln; una amicizia che viene da lontano e durerà per sempre. Un abbraccio al figlio e al marito».

Il presidente Anpi di Sant’Ilario, Ives Arduini, dice alla Gazzetta: «Se n’è andata una persona cara, una santiliarese, una partigiana. Siamo addolorati e ci stringiamo alla famiglia». Il sindaco Carlo Perucchetti: «Lei e sua sorella sono state figure di riferimento primario perché si sono distinte nel periodo di guerra. Donne con un grande impegno, un esempio e un riferimento democratico per il Comune di Sant’Ilario. Ci stringiamo alla famiglia». —

Daniela Aliu

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