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«I grandi eventi? La vera priorità è salvare i lavoratori dello spettacolo»

Claudio Trotta, patron di Barley Arts e promotore di Slow Music «Una nuova economia per ripartire all’insegna della sostenibilità» 

REGGIO EMILIA. «Tanto per cominciare, in tutta franchezza, penso che il tema non debba essere circoscritto ai grandi eventi, che in tutto il mondo sono la minoranza di quello che succede nel settore degli spettacoli, non rappresentando la parte più rilevante. Il tema, più che riferito a grandi eventi o a determinati spazi nuovi come l’Arena di Reggio Emilia, va riferito all’intero mondo dello spettacolo: cinema, teatro, musica, gratuita e a pagamento, feste di paese, negli spazi da zero persone in su. Sono loro la maggioranza dello spettacolo, che non coincide con i grandi concerti». Ha organizzato oltre 15mila eventi live, portando sul palco artisti come Queen, Bruce Springsteen, Cure e Ac/Dc. Per Claudio Trotta, patron di Barley Arts e promotore dell’associazione Slow Music, l’emergenza Coronavirus deve essere un’occasione per ripensare l’intero mondo degli spettacoli, in tutti i suoi aspetti. Proposte messe nero su bianco in un articolato documento con la collaborazione di professionisti del settore e professionisti della sanità, diffuso alle istituzioni e a tutti i soggetti impegnati in prima linea nella filiera, con l’obiettivo di trovare formule per ripartire già dall’1 agosto nelle strutture all’aperto, all’insegna della sostenibilità economico-ambientale: un protocollo che poggia le basi sul biglietto nominale, sul rispetto delle norme e delle regole su afflusso e deflusso del pubblico, sulle condizioni di lavoro in sicurezza e, in generale, delle normative della tutela della salute.



NO MEGA TOUR

«Mi sembra evidente che il tema relativo alla movimentazione degli artisti, in Europa o dagli Stati Uniti, limiti qualsiasi genere di argomentazione – spiega Trotta –. I tour degli artisti internazionali adesso non sono immaginabili. Ma mi auguro che quando si riprenderà a girare per il mondo lo si faccia con una coscienza diversa: meno camion, meno mega produzioni, utilizzo della professionalità e delle aziende che ci sono in tutti i Paesi europei. Penso che le mega produzioni abbiano fatto un po’ il loro tempo. Ora bisogna dare alle singole nazioni la possibilità di sviluppare le proprie professionalità e le proprie capacità».

CAMBIARE TUTTI

Per il patron di Barley Arts «la responsabilità del governo e di tutta la filiera dello spettacolo è quella di far lavorare le persone e di restituire al pubblico la possibilità di stare assieme, nel rispetto di un distanziamento fisico, non sociale. Pensare di aspettare che ci sia un vaccino o che si arrivi a contagi zero significa stare fermi per molti mesi. La reputo una scelta sbagliata. È necessario trovare la maniera di lavorare e riaprire qualsiasi genere di spazio, assegnando i posti e con tutte le modalità necessarie per mettere in salvaguardia la salute sia di chi lavora sia di chi partecipa».

Un modello fondato su quella che viene definita «una nuova economia», specchio di una nuova società «che riveda le aspettative di chiunque». Non solo degli artisti e dei loro cachet. Ma anche delle maestranze e della Siae, «che deve rimettere mano al diritto d’autore, diminuendolo temporaneamente», passando per lo Stato, che «deve fare la sua parte, intervenendo sull’Iva e mettendo mano al Fus per finanziare la riconversione degli spazi per essere utilizzati. Non vedo l’ora di tornare a fare concerti con Bruce Springsteen o gli Ac/Dc, ma bisogna ribadire la centralità di chi lavora nel mondo degli spettacoli, che dà lavoro, speranza, benefici e fantasia, creando turismo. Il turismo nelle città succede perché ci sono gli eventi».

La proposta

Fra le proposte di Trotta, incluse nel protocollo, anche quella di fornire un sostegno a tutti i lavoratori dello spettacolo, «non solo chiedendo sgravi fiscali reali e sostegni economici allo Stato ma suggerendo ai produttori e agli artisti di utilizzare parte della liquidità generata dal pubblico attraverso la prevendita dei biglietti per i concerti della stagione estiva 2020 che sono stati riprogrammati o saranno recuperati nell’estate 2021». —

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