A sorpresa spuntano 20 eredi del numismatico Lusuardi

Convinto di non averne, lasciò le monete preziose al museo locale e altri beni alla Lega del filo d’oro e alla parrocchia. Ora un gruzzolo ai parenti di quinto grado

Mauro Grasselli

CORREGGIO


«Non ho parenti», aveva scritto Arturo Lusuardi nel proprio testamento. Infatti alla sua morte buona parte dei suoi beni – in particolare una preziosissima collezione di monete antiche – era già stata destinata. Restava tuttavia una serie di beni da dividere tra eventuali eredi. Una ricerca accurata ha portato alla scoperta di 20 parenti di quinto grado, rintracciati andando a cercare a ritroso mediante i nomi di fratelli e sorelle dei genitori di Lusuardi. Venti persone – in maggior parte di Correggio, ma anche di San Martino in Rio, Sant’Ilario, Liguria, Trentino e altre località del Nord Italia – di cui una quindicina non sapeva nemmeno dell’esistenza di quel lontano parente («Guardi che io non sono erede», ha detto qualcuno in prima battuta; poi ha cambiato idea) ma che ora si appresta a ricevere, a breve un gruzzoletto di oltre 20mila euro ciascuno.

IL NUMISMATICO

La vicenda, piuttosto anomala, ha per protagonista Arturo Lusuardi – «personaggio versatile, intraprendente e galantuomo», spiega la dottoressa Maria Laura Bassi dello studio associato Bassi-Avanzini di Sant’Ilario, curatore dell’eredità giacente – che ha dedicato un quarto di secolo a esaminare, pesare, fotografare e schedare un migliaio di monete della Zecca di Correggio. Era un numismatico conosciuto non solo nella sua Correggio, ma in Italia e all’estero. Nel 1986, con Mioni, firmò la prima edizione della Zecca di Correggio, opera poi aggiornata e completata nel 2002 e nel 2009. Ricevette diversi premi dal Circolo filatelico numismatico mantovano, oltre all’Oscar per la Numismatica assegnato a Reggio Emilia. Al congresso internazionale di Numismatica a Taormina istituì una borsa di studio per giovani laureati con tesi in Numismatica e scienze affini.

Era nato a Correggio l’11 ottobre 1929. Si sposò con Maria Ragni ma la coppia non ebbe figli. Dopo una vita di lavoro e di amore per l’arte, morì a Modena il 30 ottobre 2015.

«In un primo momento – afferma Maria Laura Bassi – sembrava non ci fossero eredi legittimi, poiché era morto circondato dall’affetto solo di amici e vicini di casa. La ricerca fatta tramite un noto archivista reggiano, Milo Spaggiari, ha portato a un inaspettato risultato: venti eredi legittimi di quinto grado provenienti da ogni parte dell’Italia Settentrionale sono divenuti i beneficiari del patrimonio che il De Cuius (Lusuardi, ndr) non aveva assegnato per testamento. La mia nomina di curatore dell’eredità giacente di Arturo Lusuardi risale all’11 settembre 2018 e si è resa necessaria per effettuare la gestione di un patrimonio così variegato e particolarmente articolato non solo per di beni posseduti, ma anche per gli adempimenti amministrativi e fiscali, importanti pur essendo riferiti a una persona fisica. Vi è stata una vera e propria indagine conoscitiva al fine di non tralasciare nulla e nessuno».

MUSEO IL CORREGGIO

Il patrimonio di Spaggiari – spiega il curatore Maria Laura Bassi – era formato da «titoli, assicurazioni, monete da collezione, una casa di abitazione, del mobilio». Un patrimonio importante. «Le monete della Zecca di Correggio del periodo 1569-1630 sono state cedute al Museo di Correggio (una sezione è appunto dedicata a quella preziosissima raccolta, ndr) e altre monete papali risalenti dal 1305 al 1830 vendute sul mercato».

Gli eredi sono stati ricevuti tutti – nessuno assente, dopo la sorpresa e le titubanze iniziali – allo studio del curatore in Sant’Ilario e in seguito dal notaio. Il 20 febbraio scorso gli eredi, dopo un accurato lavoro di smobilizzo dei beni e di assegnazione dei legati, hanno potuto accettare l’eredità davanti al notaio Cecilia Casasole di Reggio Emilia. Causa emergenza sanitaria (Covid), la chiusura definitiva della procedura di curatela è stata dichiarata il 15 aprile scorso.

LEGA DEL FILO D’ORO E PARROCCHIA

«Come curatore dell’eredità g – continua la dottoressa Bassi – ho ricevuto i documenti dall’esecutore testamentario Claudio Beneventi e dall’avvocato Boselli di Correggio, che ringrazio per la tempestività e la precisione della documentazione fornita. L’esecutore testamentario ha provveduto ad effettuare l’assegnazione di una parte del patrimonio del De Cuius sia alla “Lega del filo d’oro” di Osimo (Ancona), che alla “Parrocchia dell’Ascensione di Fosdondo”, a Correggio. Queste due donazioni previste nel testamento hanno assorbito oltre la metà del patrimonio del De Cuius. Sono state pagate in tre tranche, una dall’esecutore testamentario e due dal curatore. Ci sono state altre donazioni di importi meno consistenti, ma comunque importanti per coloro che li hanno ricevuti. Al momento attuale il patrimonio monetizzato verrà assegnato ai venti eredi».

L’assegnazione del patrimonio è stata possibile «grazie alla partecipazione professionale del giudice Lorenzo Meoli e della cancelliera della volontaria giurisdizione Anna Borghi del Tribunale di Reggio Emilia». Il curatore Maria Laura Bassi ringrazia per la collaborazione anche Stefano Corradi e tutto il suo staff del Banco Desio e della Brianza di Correggio; Milo Spaggiari, archivista che con molta pazienza e determinazione è riuscito a trovare i venti eredi; Natascia Sofo, responsabile della filiale Bper di Sant’Ilario che ha aperto un nuovo conto intestato a tutti gli eredi e avrà l’incarico di effettuare i bonifici a favore degli stessi. Infine, un ringraziamento a tutti gli eredi che hanno accettato l’eredità in base alle previsioni che gli sono state fornite. —

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