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Portano nelle case le mascherine Volontarie offese

L’episodio a Ca’ Bertacchi contro l’associazione dei giovani. Angelicola: «Prima di criticare, rendetevi utili anche voi»

VIANO. Si conclude con un episodio poco chiaro la consegna della nuova fornitura di mascherine agli abitanti vianesi.

Nel fine settimana, i volontari dell’associazione “Giovani Viano” e alcuni amministratori pubblici hanno impacchettato e poi portato a domicilio circa tremilatrecento dispositivi protettivi per il volto, messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e dall’AMX Motoclub, che ha rimpolpato il quantitativo previsto in origine con un proprio contributo.


Da venerdì a domenica le ragazze e i ragazzi dell’associazione, dopo aver confezionato il materiale nella sede degli alpini usando i sacchetti forniti dal Conad, si sono messi in auto e hanno girato il vasto territorio comunale, caratterizzato da tantissime aree rurali con piccoli borghi e gruppi di case, per distribuire le nuove mascherine nelle residenze di tutti gli abitanti vianesi. Dal capoluogo si è arrivati alle varie frazioni, senza particolari intoppi se non nell’ultima giornata, nel pomeriggio di domenica, quando due volontarie sarebbero state prese a male parole da alcune persone a Cà Bertacchi. «Alcuni volontari presenti a Regnano, zona Ca’ Bertacchi, hanno ricevuto parole offensive da parte di alcune persone residenti, rifiutando la mascherina. Tengo a precisare che il mio compito da presidente è anche quello di tutelare e difendere gli associati, a queste persone che non hanno capito il nostro lavoro per il bene della comunità, rispondo che prima di criticare l’operato di ragazzi e ragazze che con le loro risorse (spese carburante, tempo) bisognerebbe che si rimboccassero le maniche facendo qualcosa di utile e di concreto come abbiamo fatto noi in questi giorni», spiega il presidente dell’associazione Luigi Angelicola, segnalando l’episodio. La dinamica non è chiara, le volontarie – che giravano con la felpa gialla d’ordinanza dell’associazione – non hanno capito il motivo della brusca reazione.

Non è il primo caso in provincia, nei giorni scorsi a Montecchio alcuni abitanti avevano “restituito” le mascherine distribuite contestandone la qualità. Si trattava delle classiche protezioni di carta da usare per fare commissioni senza rischiare di contaminare altre persone, qualcuno non aveva gradito. —

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