Fase 2, traffico e smog: occasione da non perdere per una nuova Reggio Emilia

L’architetto Bedogni propone la rivoluzione della mobilità coinvolgendo gli specialisti: «E sentire gli assessori, oltre l’encomiabile vicinanza quitidiana del sindaco»

REGGIO EMILIA. Riceviamo questa proposta con allegati i disegni realizzati dallo stesso autore.

Ci sono stati alcuni momenti nella storia recente della nostra città che possiamo definire stimolanti poiché ci confermano di avere in serbo una certa creatività e caparbietà per riuscire nell’intento di trasformare la complessità in tanti segmenti che per loro natura sono semplici.


Desidero soffermarmi sulla Fase 2 e in particolare su alcune riflessioni-proposte inerenti alcuni interventi da realizzare con urgenza.

TUTTO DIPENDE DA CIASCUNO

La cittadinanza, con i suoi governanti, ha constatato, attraverso il proprio vissuto in stato di pandemia, che la salute di tutti dipende da ciascuno. Tutto è in relazione.

La Fase 2 rappresenta “l’occasione da non perdere” per stimolare la sensibilizzazione collettiva promuovendo un vero e proprio cambio di stile, coerente con una società attiva.

Occorre rivedere le nostre relazioni sociali (anche solo per il “distanziamento sociale”) dal punto di vista sia umano che ambientale mirate alla formazione di cosiddetti “beni comuni”, come definiti dalla economista Elinor Ostrom, Nobel per l’economia 2009 (in Governare i beni collettivi, Marsilio editore, 2006).

Tale strategia economica costituisce uno spazio tra interesse privato e stato pubblico per governare la città resiliente e in grado di resistere ad eventuali ripetuti shock pandemici.

INTERESSE COLLETTIVO

La mobilità sostenibile, ad esempio, deve essere trattata come una questione di interesse collettivo, con modalità di intervento articolate nella categoria più ampia della qualità urbana e dell’unità di vicinato di ogni singolo quartiere.

STRATEGIA DEI BENI COMUNI

Sarà necessario coinvolgere con urgenza raggruppamenti di ricercatori – compresi economisti sensibili nella strategia dei “beni comuni” – al fine di promuovere una Consulta per la Mobilità Sostenibile e di Rigenerazione Urbana che coinvolga diverse professionalità nel campo della mobilità, della rigenerazione e partecipazione urbana allo scopo di mettere a sistema buone pratiche già presenti nel territorio e comparandole con altre realtà europee.

Sperimentazioni di microurbanistica

Tutto ciò dovrà prendere consistenza attraverso un buon investimento sulla comunicazione, con una vera e propria azione di marketing, che illustri alla cittadinanza il processo pianificato di questa uscita dal “confinamento pandemico” che potrebbe provocare ancora una nuova circolazione del virus ed altri decessi se non gestito nella sua complessità.

Il cambio di mentalità suggerisce uno stato sociale guidato da una regia pubblica che tuteli l’interesse di tutti e soprattutto le fasce più deboli.

Tali considerazioni appartengono al vissuto condiviso nella criticità di tutti, anche doloroso di questo periodo, costretti a vivere nel chiuso delle nostre case.

GIà IN FASE AVANZATA

La Fase 2 è un momento opportuno per fare avanzare una “nuova idea di città” già in fase avanzata di elaborazione dai competenti tecnici degli Uffici di Piano Comunale come dimostra la elaborazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), del Piano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e dell’aggiornamento del BiciPlan.

La Fase 2, in piena emergenza, potrebbe così essere un tassello efficace e funzionale alla Fase 3, e agire in prospettiva sui piani di lungo periodo (PUG – PUMS – BiciPlan).

Noi cittadini vicini alla gente nei vari quartieri, dei vari comitati dal Gattaglio a Rivalta, da Porta Castello a via Roma, dal Buco Magico alla Rosta Nuova (“beni comuni” diffusi e radicati) siamo fondamentali in questo processo di pianificazione pubblica orientata da questo nuovo stile suggerito in questo difficile momento di pandemia.

In questo periodo emerge anche la necessità di poter ascoltare – unite all’encomiabile vicinanza quotidiana e perseverante del sindaco – le voci degli assessori rappresentanti il “sistema città”, in stretta collaborazione con i tecnici degli Uffici di Piano deputati alle specifiche progettazioni di microurbanistica.

DONDè E GANDOLFI

La Fase2 che inizierà il 4 maggio potrà essere una occasione per mettere in pratica alcune sperimentazioni temporanee di mobilità sostenibile in diversi quartieri ispirate al Manuale d’uso. Piano di azione per la mobilità urbana post-Covid. Rete Mobilità Emergenza appena redatto da autori legati alla città di Reggio Emilia: Matteo Dondè, incaricato dell’aggiornamento del BiciPlan, e Paolo Gandolfi, ex Assessore alla Mobilità.

Matteo Dondè, profondo conoscitore delle criticità legate al sistema della mobilità ciclabile del Biciplan, potrebbe essere coinvolto in questa fase di emergenza per disegnare nuove e concrete proposte di intervento legate al rammendo di alcuni punti strategici di quartiere.

CONTRASTARE L’INQUINAMENTO

Gli investimenti da considerare per tutti gli interventi di “emergenza” dell’inizio della Fase 2 sono afferenti ad una politica orientata a contrastare tutte le cause inquinanti del sistema città e in grado di essere eventuale causa di propagazione rinnovata del virus Covid 19 come evidenziato dallo studio “Valutazione della potenziale relazione tra l’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell’epidemia da Covid-19” redatto dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).

MOBILITA' DI EMERGENZA

Oltre alla presenza di Matteo Dondè, in Fase 2 propongo di coinvolgere anche Paolo Ruffino – Urban Planner and Economist presso Decisio, una delle poche società al mondo specializzate in studi economici sulla mobilità ciclistiche con sede ad Amsterdam – che ha affermato a proposito della Fase 2: “Occorre sviluppare strumenti per governare la transizione e indirizzare il sistema della mobilità verso alternative all’auto privata e al blocco da traffico delle città... camminabilità, ciclabilità, e micromobilità sono al centro della nuova offerta di mobilità ... soluzioni di trasporto pubblico, la mobilità sharing, lo smart working e sistemi intelligenti per le città smart perché il problema non si approccia da un solo punto di vista”.

Interessante inoltre la sua ricerca attualmente in corso sul tema della Polarizzazione delle città e la analisi delle conseguenze di aggressione virale da Covid-19.

La Fase 2 diventa fondamentale perché permette, con fondi statali e regionali (non si può dire nulla fin che non si conoscono modi e tempi di finanziamento) di realizzare una mobilità sostenibile di emergenza (compresa la Rete ciclabile d’emergenza) che potrà incidere sulla “nuova idea di città” creando anzitempo un laboratorio-modello che i cittadini possono sperimentare in prima persona. Citiamo l’esempio di “Via Ariosto Urban Renaissance” del 2016 quando in una mattina abbiamo trasformato tutta la strada in una opera di mobilità sostenibile con essenze vegetali d’arredo: il ricordo di quell’esperienza è ancora oggi vivo e presente nella memoria di coloro che hanno partecipato all’impresa.

CORSIE PREFERENZIALI

La riduzione di posti per l’ottenimento del “distanziamento sociale” impone strategie multiple ed efficaci.

I cittadini che avranno il permesso di circolare in base alle restrizioni del Decreto della Presidenza del Consiglio e ai Piani dei nostri tecnici e assessori, saranno così orientati ad una mobilità sostenibile con nuovi percorsi ciclabili provvisori, corsie preferenziali per il trasporto pubblico che potrà essere più fluido, con la possibilità di riduzione del numero di corsie per le auto, con rallentamento della velocità 30... e altro di seguito sull’esempio di altre città (vedi Piano di emergenza di Barcellona, Milano...).

La Fase 2 non può non prevedere la riduzione di corsie per le auto private sulla circonvallazione che potranno circolare a velocità 30 chilometri orari, consentendo quindi il transito ai monopattini elettrici, privilegiando i pedoni, i ciclisti, la motorizzazione elettrica.

Si potrà ridurre notevolmente così le emissioni inquinanti (stessa cosa potrà avvenire in vale Umberto I nel tratto da via Codro alla rotonda di piazzale Lepanto).

Solo a titolo esemplificativo e sicuramente migliorabili dai tecnici degli Uffici di Piano, vorrei riproporre per l’occasione due acquerelli raffiguranti le due strade (via Ariosto, viale Umberto I) che potrebbero essere oggetto di sperimentazione nel corso della Fase 2 (ipotesi sulla circonvallazione già sostenuta, tra gli altri, dall’arch. Maria Cristina Costa).

INSTALLAZIONE DI DEHORS

In Fase 2 sarà favorita la installazione dei dehors al fine di allargare lo spazio vitale commerciale che, su varie strade permetterà, anche in via del tutto emergenziale e provvisoria, l’attuazione della città 30 con relative chicane, zone di finto bosco urbano con piantumazioni mobili, come evidenziano gli studi attualmente in corso a Bolzano della paesaggista reggiana Silvia Ghirelli.

In forza di tutto ciò solo una regia pubblica, con idonea campagna di comunicazione, potrà creare la sensibilità urbana convincente per usare in Fase 2 tutti i mezzi alternativi alle auto private e soprattutto i percorsi alternativi già sperimentati con successo. I competenti tecnici comunali degli Uffici di Piano hanno già progettato cambiamenti di mobilità in occasione di eventi di portata straordinaria come il Giro d’Italia, la Giareda, Via Ariosto Urban Renaissance, Feste di quartiere...).

In Fase 2 è inoltre già inibito tutto il traffico scolastico che incide fortemente nel trasporto sia pubblico che privato: questo aspetto può favorire ulteriormente le sperimentazioni proposte.

UNA RISPOSTA DI GOVERNO

Contrariamente alla esperienza di Wuhan dove si è verificato un incremento esponenziale di mobilità individuale dopo l’emergenza Coronavirus, la città di Reggio Emilia ha l’occasione per prepararsi a dare una risposta di governo adeguata alla complessità.

Se Reggio Emilia saprà creare le buone condizioni, tanti cittadini, in questo momento di bisogno diffuso, avranno la percezione di contribuire alla realizzazione di una “nuova idea di città”, semplicemente attraverso la loro risposta civile e di attiva partecipazione. —