Libertà e socialità: ecco che cosa manca ai reggiani costretti a rimanere in casa

Oltre 4.292 cittadini hanno risposto: tra le priorità recuperare autonomia di movimento e ricominciare l’attività fisica 

REGGIO EMILIA

“Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”. Potrebbero essere queste parole – che Virgilio rivolge a Catone l’Uticense presentandogli Dante nel Purgatorio – la perfetta sintesi del mood dei reggiani, come emerge dai primi risultati del questionario “Reggio come va?” lanciato dal Comune di Reggio Emilia venerdì 17 aprile. L’istantanea scattata mostra come i nostri concittadini, costretti alla prigionia forzata tra le mura domestiche dalla pandemia da Covid-19, siano proiettati all’esterno e soffrano soprattutto la carenza di libertà personale, dei contatti umani (baci e abbracci) con familiari e amici, il divieto di stare all’aria aperta per l’attività fisica.


Restano sullo sfondo – almeno per il momento – perfino i grattacapi economici: la priorità è recuperare, almeno in parte, autonomia di movimento.

IL SONDAGGIO

Il sondaggio online – e non poteva essere altrimenti – rivolto ai residenti del capoluogo, ha la finalità di comprendere come l’emergenza sanitaria abbia rivoluzionato la quotidianità di tutti noi: dal lavoro alla casa, dal quartiere dove abitiamo al nostro modo di vivere la città. Si tratta di 45 domande in forma anonima (ma chi lo desidera può lasciare i propri riferimenti per essere ricontattato) che interrogano i reggiani su un ampio spettro di aspetti.

Qui occorre subito precisare che il questionario è stato costruito in due parti: una sul presente (come sta andando in questo momento, si parte dall’abitazione privata per poi allargarsi al quartiere e alla città) e una seconda parte sul futuro immediato.

Poiché la prima parte è quantitativa e a risposte chiuse mentre la seconda prevede risposte multiple, ci limiteremo al presente, visto che per le aspettative della cosiddetta “fase 2” sarà necessaria una analisi “incrociata”.

I RISULTATI

A considerare il numero di persone che hanno scelto di sottoporsi al questionario, i reggiani hanno parecchia voglia di dire la loro. Se nella prima settimana hanno completato il questionario 4.292 cittadini, al link (senza finirlo) si sono collegate 8.259 persone, quasi superiore al dato medio dei sondaggi eseguiti abitualmente sul totale della popolazione (172mila abitanti). I partecipanti sono per il 70,41% di età compresa tra i 30 e i 59 anni, per il 14% tra i 60 e 69 anni, solo il 4% over 70 anni: trattandosi di un sondaggio via web, ha risposto soprattutto la popolazione attiva.

I quartieri

I più desiderosi di prendere la parola sono i residenti di Ospizio, Pieve e Buco del Signore (i quartieri più popolosi), seguiti da Coviolo, Canali, San Prospero Strinati e Sesso. Alla domanda “quanto sei preoccupato in questo momento?” la somma tra “abbastanza preoccupato” e “molto preoccupato” risulta il 72,6%: il che non sorprende.

Ma al quesito “quali sono le principali difficoltà che stai vivendo con il blocco forzato?” i timori economici scivolano in basso (“il rischio perdita del lavoro” è al 16%): al primo posto (55%) svetta la lontananza dagli affetti, al secondo (40%) la limitazione alle attività sportive e solo al terzo posto (con il 35%) la paura di essere contagiati e di ammalarsi. La controprova arriva dalla domanda “cosa ti manca di più rispetto l’emergenza sanitaria?”: per il 58,15% il contatto umano e fisico (abbracciare e baciare chi ami e che magari risiede a distanza), per il 49% gli amici, per il 39% stare all’aria aperta. Insomma il bisogno di socialità la fa da padrona, mentre è ricorrente la frustrazione per lo stop allo sport. “Nessun problema” nel fare la spesa per il 62% dei reggiani (quesito forse più adatto a una metropoli), mentre solo il 2% dichiara «non sempre riesco a fare la spesa per problemi economici».

Acquisti

Il luogo privilegiato degli acquisti è il supermercato (80%), subito seguito (33%) dai negozi di vicinato: il che potrebbe indicare una riscoperta dei piccoli punti vendita, non solo per comodità ma per quel contatto umano del quale c’è tanta fame. Infine al quesito “Come valuti in generale l’operato del Comune sull’emergenza Covid?” (la valutazione andava da 1 a 5) la somma di “abbastanza buono” e “molto buono” totalizza il 72%. Amministrazione comunale promossa, ma la libertà è un’altra cosa. —