Per 75esimo dell’Operazione tombola il libro oggi torna protagonista on line

ALBINEA

Ristampe ricche di novità, di storie di pietà e di generosità. Oggi pomeriggio alle 16.30 verranno presentate le ristampe de “Il Bracciale di Sterline” e “Il Suonatore Matto”, i due libri dedicati all’Operazione Tombola, la presa del comando nazista con sede a Botteghe di Albinea, e ai suoi tanti protagonisti, donne e uomini di tante nazioni, partigiani, soldati, sacerdoti, musicisti.


“Il Bracciale di Sterline”, scritto da Matteo Incerti e Valentina Ruozi, ha contributo a rilanciare i fatti di Villa Rossi e ispirato il disco “Battaglione Alleato” dei Modena City Ramblers. Pochi anni dopo è stato doppiato da “Il suonatore matto”, curato dal solo Incerti e dedicati ai paracadutisti britannici che guidarono l’azione. Ora è il momento di edizioni allargate che, soprattutto nel “Bracciale”, portano a galla anche episodi poco noti. Le ristampe, curate dall’editore reggiano Corsiero, avrebbero dovuto trovare la loro naturale sede di presentazione il 27 marzo scorso a Botteghe, durante le celebrazioni già predisposte per i 75 anni dell’Operazione Tombola. L’emergenza ha bloccato tutto e nemmeno oggi, per la Liberazione, sarà possibile ritrovarsi di persone. Incerti e Ruozi hanno organizzato una vernice su Facebook, in cui interverranno con contributi video anche Giovanna “Libertà” Quadreri, staffetta partigiana del gruppo Gufo Nero, e Livio “Delinger” Piccinini, partigiano della 26° Brigata Garibaldi, oltre ad altri ospiti. Oltre alla narrazione ormai ben nota di quelle giornate del marzo 1945, “Il Bracciale di Sterline” contiene una parte inedita che riconduce ai primi giorni dopo la fine della guerra, raccontata per la prima volta nel diario di Adriano Corradini, albinetano appassionato di storia. Dieci fascisti catturati dai partigiani erano prigionieri. Probabilmente stavano per essere giustiziati da una squadra di resistenti. A salvarli, l’intervento del parroco don Ugoletti, che avvisò i partigiani cattolici delle Fiamme Verdi e i soldati inglesi. «Si dovette ricorrere al Comando inglese di Reggio per un intervento pronto ed efficace che impedisse ogni altra azione violenta» recita il diario. Le truppe del capitano John Worlidea Lees arrivarono ad Albinea e tradussero altrove i fascisti, come il libro rivela. — Adr.Ar.

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