Il paese piange la maestra Violi, una vita dedicata ai suoi alunni

La maestra Maria Luisa Violi, morta a 79 anni

Quattro Castella, ha insegnato in montagna e per decenni a Puianello. Appassionata di letteratura  e di teatro, ha scritto libri di poesie. Ambientalista ante litteram, amava i gatti

QUATTRO CASTELLA. Insegnante di generazioni di studenti – prima in montagna e poi a Puianello – aveva alcune passioni che ha coltivato per tutta la vita, trasmettendole ai suoi alunni, che non a caso le sono rimasti molto legati, anche a distanza di decenni. Per questo la scomparsa di Maria Luisa Violi, avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile all’ospedale di Reggio Emilia, ha suscitato cordoglio a Quattro Castella, dove abitava, e a Puianello, dove ha insegnato a lungo. Aveva 79 anni. Oggi si terrà il breve rito funebre, come impongono le regole legate alla pandemia.



Come accadeva un tempo, appena diventata maestra Maria Luisa Violi venne mandata ad insegnare sull’Appennino reggiano. Di quegli anni – spiegano i famigliari – conservava ricordi dolcissimi. Prese una stanza in affitto a Ramiseto, dove seguiva una multiclasse, e in breve divenne “la maestra”, appellativo tutt’altro che privo di significati, soprattutto in quei luoghi e in quegli anni. Poi venne trasferita a Puianello, dove insegnò per decenni, fino alla pensione. Appassionata di letteratura, di poesia (pubblicò alcuni volumetti) e di teatro, era solita organizzare rappresentazioni teatrali di cui era autrice, coinvolgendo le sue classi di alunni e anche i genitori, così come faceva in occasione delle gite scolastiche.



Per lei la scuola è stata una seconda famiglia, e non a caso, dopo avere insegnato fino all’età massima consentita, ha continuato svolgendo attività di sostegno alle scuole medie di Quattro Castella, a titolo volontario, come insegnante di “italiano lingua 2”, per i ragazzi di origine straniera. Era innamorata della scuola, dell’insegnamento, della letteratura ed era amche una ecologista ante litteram. Valori che ha trasmesso ai suoi ragazzi. Diverse sue classi furono premiate per i loro lavori letterari, in particolare poetici. Adorava i gatti, i fiori, le piante. Aveva una vitalità invidiabile, che non è stata scalfita nemmeno dalla malattia con cui conviveva da tempo, che di tanto in tanto la portavano in ospedale per sottoporsi alle cure.

Cattolica “di azione”, Abitava ai piedi di Monte Vetro, uno dei quattro colli matildici, e fino un mese fa aveva una collaboratrice domestica che ogni tanto andava a darle una mano. Nelle ultime settimane ha avuto una persona tutti i giorni, ma non la notte, perché così voleva. È stata bene, e lucidissima, fino all’ultimo. Domenica sera il tracollo; mercoledì mattina il ricovero a Reggio; nel pomeriggio il decesso. Lascia i cugini Azio, Grazia e Lia Sezzi con le loro famiglie, José Luis Tagliaferro, Iones e Chiara Scalabrini e altri parenti. Per sua volontà non sono stati affissi i manifesti funebri.