Disputa sul licenziamento, Pregel ribatte: siamo l’azienda delle donne e del welfare

REGGIO EMILIA Il licenziamento di un operaio e rappresentante sindacale ha creato un fronte anche politico contro la Pregel. L’azienda reggiana che produce preparati per gelati è finita nell’occhio del ciclone, con richiesta di reintegro del dipendente che per l’azienda aveva messo a rischio segreti industriali mentre per il sindacato il licenziamento contro l’unico rappresentante sindacale in 52 anni era senza capo né coda.

«PreGel nasce a Scandiano nel 1967 e da sempre sostiene una filiera agroalimentare di produzioni che provengono da tutte le regioni italiane, ad oggi ha in forza 300 dipendenti in Italia e circa 400 nelle 22 sedi estere» scrive la dirigenza in una nota parlando di una «serie di equivoci informativi emersi dalle notizie di stampa degli ultimi giorni» volendo ora chiarire «cosa è la nostra azienda e di quanta attenzione la stessa ha posto negli anni al benessere dei suoi dipendenti».

«L’azienda dal nostro territorio provinciale si è espansa in tutto il mondo, la proprietà però in quanto legata strettamente al territorio reggiano e scandianese ha deciso di realizzare il più importante degli investimenti programmati proprio ad Arceto, sviluppando così un progetto che da sempre mette i nostri territori e l'occupazione locale al centro delle strategie aziendali. PreGel da sempre ha ricevuto vantaggiose offerte di sviluppare nuove sedi produttive in tante nazioni europee, la proprietà ha sempre rifiutato di spostare la sede dall'Italia ed il nuovo investimento realizzato ad Arceto ne è la dimostrazione più palese. La nostra azienda è in maggioranza composta da donne ed in forza di questo PreGel ha avviato da tempo un importante progetto di welfare, per favorire le madri, finanziando l’asilo parrocchiale di Sabbione per la sede di Gavasseto ed in futuro la scuola materna parrocchiale di Arceto per la nuova sede realizzata nella frazione. Tali servizi saranno gratuiti per i bambini dei dipendenti di PreGel. La rappresentanza e libertà sindacale in PreGel è stata da sempre rispettata e sempre lo sarà, è scontato che ogni rapporto deve avvenire nella piena legittimità e liceità delle condotte, che non possono e non devono ledere l’azienda». —



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