A Cavriago il busto di Lenin festeggia 50 anni di storia

Il 19 aprile di cinquant’anni fa, a Cavriago arrivò il busto di Lenin. Quel busto che ha reso celebre il paese in tutto il mondo

CAVRIAGO. Il 19 aprile di cinquant’anni fa, a Cavriago arrivò il busto di Lenin. Quel busto tanto amato dai cavriaghesi (ma anche odiato, come dimostrano gli “attentati” che si sono succeduti negli anni Settanta) che ha reso celebre il paese in tutto il mondo.

A Cavriago, in realtà, sarebbe dovuto arrivare un altro “Lenin”. In occasione del gemellaggio con Benderj, città della Moldavia, all’epoca parte dell’Urss, i moldavi avevano deciso di inviare a Cavriago un grande busto in scagliola. Ma quando fu il momento di andarlo a prendere a Roma, all’ambasciata dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, sul camion ne venne caricato uno in bronzo.

La statua che arrivò a Cavriago fu realizzata ben prima, nel 1922, da operai della città ucraina di Lugansk (Woroshilovgrad). Nel 1942 divenne bottino di guerra per le truppe di occupazione fascista che lo trasportarono in Italia. Sul busto – che attualmente è esposto nell’ingresso dell’ex municipio di Cavriago, per preservarlo da atti vandalici – è possibile notare il foro di un proiettile e la targa apposta dai fascisti: “Tratto dalla sede del Partito Comunista di Woroscilowgrad ad iniziativa della VI Centuria della Milizia Nazionale della Strada 22 Luglio XX”.

Dopo la Liberazione il busto di Lenin, recuperato in Toscana, fu consegnato all’ambasciata sovietica di Roma. Il legame tra Lenin e Cavriago risale al 1919, quando il sovietico lesse su “l’Avanti” il plauso inviato dal Circolo socialista di Cavriago per le posizioni intransigenti e di appoggio agli spartachisti tedeschi, ai sovietisti russi e in particolare all’opera di Lenin, del giornale.

Lenin ebbe un moto di orgoglio e sancì quel legame in un discorso che tenne alla Seduta Comune del Comitato Esecutivo Centrale del Soviet di Mosca: «Quando leggiamo una tale risoluzione di una qualsiasi sperduta Poscekhonie italiana (Cavriago, ndr), possiamo dire a buon diritto che le masse italiane sono per noi, che le masse italiane hanno capito che cosa sono i sovietisti russi, quale è il programma dei sovietisti russi e degli spartachisti tedeschi».

Cavriago è diventata meta di pellegrinaggio per migliaia di turisti: nel 1987 arrivò anche Valentina Tereshkova, prima donna astronauta, a far visita al busto. Più recentemente, era il 2016, è stato Victor Eliseev, direttore del Coro dell’Armata Rossa, a fermarsi. Sempre nel 2016 Debora e Marcello, due innamorati romani, si sono sposati all’ombra della statua. Ma presto il busto di Cavriago – che è sempre stato al passo coi tempi, “parlando” a Berlusconi, provocando Casapound e persino indossando una mascherina anti Covid-19 – non sarà più l’unico in Europa: in Germania, nella città di Gelsenkirchen, sarà eretta una statua di Lenin.

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’arrivo del busto di Lenin a Cavriago, è nato un comitato formato da cittadini appassionati di storia locale e dall’Associazione culturale Carmen Zanti. L’obiettivo, in accordo con l’amministrazione comunale, era quello di organizzare delle iniziative per celebrare la ricorrenza. «Alla luce dell’emergenza da Coronavirus – spiega l’assessore alla cultura Martina Zecchetti – abbiamo dovuto rivedere il programma, ma ciò non ci impedirà di ricordare questa importante data: il 19 aprile e nei giorni successivi utilizzeremo i canali social del Comune e del Multiplo, oltre che il sito del Comune e la web tv comunale Cavriago on air, per condividere video, testimonianze e foto storiche». Tra le iniziative rimandate c’è anche la ricollocazione del busto originale: «Lo renderemo nuovamente visibile a tutti con una cerimonia speciale. Non ci resta che attendere».