Dal Coronavirus si salva la vallata dell’alto Tresinaro, dove l’isolamento è spesso naturale

In provincia di Reggio Emilia resta una delle zone meno contagiate dall’epidemia, anche a causa della distanza che divide borghi e paesini 

VIANO. La vallata meno tartassata. Anche se proprio in questi giorni anche Baiso conta il primo decesso provocato dal Covid-19, la vallata dell’alto Tresinaro fra Viano, Baiso e Carpineti rimane una delle zone reggiane meno segnate dall’epidemia, sia per quanto riguarda il numero dei contagi sia per quello delle persone morte a causa della malattia.

Vi è un lato di fortunata casualità, inevitabilmente, come riconoscono anche i tre primi cittadini coinvolti, ma vi sono forse anche caratteristiche similari – a partire dalla morfologia a metà fra collina e avvio dell'Appennino e dalla distribuzione della popolazione – che possono aver aiutato a tenere basse le cifre.

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Viano è uno dei soli cinque Comuni reggiani, fra i quarantadue totali, a non aver registrato nemmeno un decesso attribuito formalmente al Covid 19. A Carpineti e Baiso, si passa ad una sola vittima, nel caso di Baiso aggiuntasi purtroppo solo poche ore fa. Discorso similare per quanto riguarda i contagiati: i dati in questo caso oscillano di giorno in giorno, con piccoli salti verso l’alto, ma a Carpineti e Baiso si rimane nella singola cifra, mentre Viano ha scollinato sopra quota dieci.



La premessa, ovviamente, è che l’aumento del numero di tamponi effettuati e la potenziale presenza di donne e uomini contagiate ma senza sintomi potrebbe far crescere i numeri rispetto allo scenario oggi cristallizzato. Rispetto ad altri paesi, anche dei distretti vicini, si tratta comunque di panorami per ora non particolarmente preoccupanti.

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Quello che colpisce, analizzando la mappa, è la vicinanza dei tre Comuni, adagiata nella vallata del Tresinaro, proprio al centro della provincia, a discreta distanza dalle aree di confine – molto trafficate e molto popolose – con Modena e Parma, caratterizzate dal corso del Secchia e dell’Enza. Viano, Baiso e Carpineti, tutti in bilico fra i tremila e i quattromila abitanti totali, contano poi centri abitati principali con una discreta presenza ma soprattutto tanti borghi e paesini, gruppi di case sparpagliate in aree rurali molto vaste, dove campi e boschi superano e non di poco gli insediamenti umani.

Una sorta di distanziamento sociale naturale, forse, che già nella quotidianità riduce il rischio di contatto soprattutto per la fascia più a rischio, quella anziana.

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I luoghi di ritrovo non mancano, ovviamente, ma la loro chiusura nella prima fase dell’emergenza ha abbattuto le possibilità materiali di contagio. I mercati settimanali, classicissimo momento di condivisione, hanno interrotto presto l’attività, gli ambulatori medici sono stati da subito attivati per potenziare le misure di sicurezza e pure banche e uffici postali hanno ridotto non poco gli orari e i giorni di apertura.

Resistono poi diversi piccoli presidi locali, negozi di alimentari, forni e locali, in cui la conoscenza diretta con i residenti è pressoché totale: qui, come spesso in campagna, la spesa a domicilio non ha avuto bisogno di impulsi esterni per attivarsi. È presto ovviamente per fare analisi definitive, sicuramente spicca un minimo comune denominatore unito ai numeri ridotti, e questo nonostante la presenza corposa di persone in età avanzata.

«Vi è anche una parte di fortuna, probabilmente, e non vorremmo nemmeno tirarci addosso sfortunata parlando troppo preso, però sicuramente i dati sino ad ora sono meno negativi rispetto ad altre parti della nostra provincia, ed è vero che tre Comuni vicini, con caratteristiche simili, hanno un quadro non così difforme», riflette il sindaco di Viano Nello Borghi.

«Per quanto riguarda Viano, poi, credo abbia aiutato non poco una nostra scelta iniziale, quello di chiudere i luoghi di aggregazione frequentati da molti anziani. Una decisione che ha suscitato anche delle critiche, ma che nella prima fase ha probabilmente ridotto i rischi e i possibili contagi», continua il primo cittadino vianese.

Come in gran parte della provincia, poi, il tessuto sociale ha risposto bene, fornendo sostegno in un territorio dove la dispersione degli abitanti in tanti piccoli centri da un lato aiuta il distanziamento, ma dall’altro rende complessi collegamenti e forniture. Per molti abitanti di Viano, ma il discorso è assolutamente valido anche per Baiso e Carpineti, andare in auto a fare la spesa non è uno sfizio, ma una necessità, perché il primo negozio si trova a diversi km di strada in salita da affrontare.

«Le nostre associazioni hanno da subito dato un grande contributo, si sono messe a disposizioni per tutte le necessità, e anche i commercianti del territorio si sono messi a disposizione per andare incontro alle esigenze delle persone. Da questo punto di vista la risposta è stata apprezzabile, i nostri abitanti sono stati disponibili ad aiutare e anche chi poteva avere qualche problema ha potuto trovare sostegno grazie ai volontarie e alla sensibilità dei gestori degli esercizi», è l’analisi del sindaco vianese.