Scandiano, l’automedica per ora è salva. Continuerà il servizio notturno

L'automedica di Scandiano su un servizio

Grazie all’intervento del sindaco Nasciuti il mezzo con il medico a bordo  non sarà temporaneamente eliminato. Le opposizioni erano già insorte 

SCANDIANO. Rimane al suo posto e ins ervizio l’automedica di Scandiano. Dopo giorni di tira e molla, di notizie smozzicare e poi confermate, arriva una certezza: il servizio di automedica notturna del pronto soccorso dell’ospedale Magati rimarrà operativo con l’attuale assetto, a disposizione per le emergenze dalle 20 alle 7.

IL SERVIZIO. Nel fine settimana, diversi esponenti dell’opposizione scandianese avevano segnalato come, dalla notte fra lunedì 6 e martedì 7 aprile, al pronto soccorso del Magati sarebbe stata attiva nella stessa fascia oraria un’autoinfermieristica, mezzo sanitario che solitamente comprende due persone di equipaggio, pilota e infermiere. L’automedica comprende invece tre operatori invece che due, con un medico ad aggiungersi ad autista ed infermiere, e può garantire maggior capacità di intervento. Da tempo si parla di una riorganizzazione dei servizi di soccorso per le ore notturne anche per la struttura ospedaliera scandianese, così come già avvenuto per in altre zone della provincia, ma la mutazione di assetto è arrivata però piuttosto alla sprovvista. Ed è stata “scongiurata” nella giornata di ieri grazie ad un accordo trovato fra il sindaco Matteo Nasciuti e l’azienda sanitaria.


L’ACCORDO. «La proposta era quella di sospendere il servizio (non sopprimere). Proposta che per il momento, d’accordo con direzione Ausl, abbiamo deciso che non avrà seguito. Se il quadro dei medici di pronto soccorso dovesse mutare, rivaluteremo la proposta in futuro. L’automedica rimane per il momento attiva anche in orari notturno», annuncia proprio Nasciuti.

L’automedica non sarebbe stata cancellata, quindi, ma solo momentaneamente messa in pausa, all’interno dei tanti cambiamenti che la sanità reggiana sta applicando per rispondere al meglio all’emergenza Covid-19. Scandiano, dove il Magati è diventato uno degli ospedali Covid della rete provinciale, ne è esempio concreto. In questo periodo, però, un depotenziamento aveva fatto preoccupare. Piaccia o non piaccia, è quasi impossibile non essere più sensibili e “timorosi” rispetto a ogni questione legata alla salute, in mesi mai vissuti prima, in cui l’epidemia è il tema unico. Per ora è tutto fermo, l’intervento del sindaco ha bloccato la procedura, eventuali cambiamenti dovuti alla necessità di rimodulare nuovamente i servizi sanitari verranno valutati sul momento.

L’OPPOSIZIONE. Sabato, i primi a parlare del cambiamento erano stati Alessandro Nironi Ferraroni e Davide Beltrami del gruppo misto, che avevano annunciato la volontà di presentare un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti su quale fosse il provvedimento, sospensione o soppressione. La contrarietà era totale: «Una scelta che, ove fosse confermata, ci vedrebbe assolutamente contrapposti non solo per le ripercussioni che dispiegherebbe sul territorio ma anche per le sue ancora più gravi ricadute sul territorio dei Comuni, collinari-montani, limitrofi».

Un tema, quello del raggio di azione del mezzo, tirato fuori anche dal Movimento 5 Stelle. L’automedica non opera solo a Scandiano ma è spesso chiamata a intervenire in un’area vasta, che dal Secchia arriva sino alla via Emilia e alla prima fascia appenninica, a Viano e Baiso. «In un momento così tragico, ci si aspetterebbe un rafforzamento di questi presidi, ma incomprensibilmente vediamo invece che si attua un depotenziamento», sottolineano. Per ora il «passo indietro, speriamo che il pronto soccorso e il punto nascite ritornino ad operare».